Paul Auster: La musica del caso

CLAP! CLAP!… Complimenti. Ottimo libro. Direi che questo romanzo rappresenta il perfetto prontuario pratico circa come scrivere un libro avvincente, che induce pure a riflessioni. Con la storia che ha una svolta a ogni capitolo. Anche se non basta certo questo. Nossignore. Non basta farsi un buon piano: bisogna saperlo portare avanti e avere la sensibilità di soffermarsi sui punti giusti.

Consiglio a tutti quei registi bravi che cercano sempre un nuovo soggetto per fare un film di affidarsi a occhi chiusi a questa storia. Se ne può ricavare un film di tre ore molto bello, se non si avrà la fregola di raccontare tutto in un tempo striminzito. Ne può venir fuori, per intenderci, un film bello come Un mondo perfetto di C. Eastwood.

La storia ve la dico, ma se non volete rovinarvi la sorpresa non leggete questo paragrafo… Dunque c’è un uomo che è proprio allo sbando. Con la moglie non è andata. Questo l’ha molto avvilito, stufato ma anche deresponsabilizzato, che per uno in quelle condizioni psicologiche può esser molto pericoloso perché si rischia di scivolare senza accorgersene in un abisso senza ritorno. Quest’uomo infatti lascia il lavoro, che gli piaceva pure tra l’altro, e comincia a girare con la macchina, senza meta. Per giorni il suo unico scopo è quello di farsi più chilometri possibili, perché guidare lo rilassa (per me è lo stesso!). Poi però si rende conto che nel giro di qualche mese finirà i soldi. La circostanza non lo terrorizza come dovrebbe. Sa che dovrebbe pensare al suo futuro, eppure una parte di lui starebbe lì a guardare e anche attendere il momento preciso in cui non avrà più nulla e si ritroverà sulla strada, obbligato a reagire: solo che lui probabilmente non reagirà nemmeno in quel momento. Capito la situazione di profonda prostrazione in cui si trova? Poi però incontra un ragazzo strano che è appena stato pestato. In breve scopre che è bravo a giocare a poker: proprio per quello è stato picchiato. Salta fuori questa grande partita che dovrebbe fare, se solo fosse un poco più in forma e i tipi con cui ha giocato non gli avessero rubato tutti i soldi. Così all’uomo alla deriva (che in parte si rispecchia nel ragazzo) viene in mente che forse potrebbe essere lui a prestargli i soldi (cioè i suoi ultimissimi risparmi), in modo poi da spartire a metà la vincita che il ragazzo è sicuro che riuscirà a portare in porto. Ma è il caso di fidarsi di quel ragazzo striminzito oppure egli è solo un colossale contaballe? E non siamo nemmeno a metà libro! Il resto scopritelo voi… 😉

Grazie a Sara che mi ha fatto scoprire questo autore, di cui leggerò altri romanzi. 🙂

paul

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