La crociata per Hildita

Un giorno apparve quella scritta oscena sul muro della scuola. Guillermo se ne accorse fin da subito ma non le diede alcun peso. Neppure pensò, ingenuo lui, che si trattasse della sua Hildita – eppure quale altra Hildita avrebbe potuto essere? Così tirò dritto e si recò in classe.

Nel giro di qualche altro giorno però la faccenda montò sempre più fragorosamente. L’apice fu raggiunto quando pure la prof di Matematica, che da sempre riteneva Hildita la sua protetta, sbottò dicendo che quella scritta era uno “schifo”. Allora tutti si soffermarono sul volto di Hildita, il quale per un attimo si fece più lacrimevole e puro. E tutti si dispiacquero per lei, anche se lei, per umiltà, non aveva mai detto mezza parola su quella questione.

Solo allora Guillermo comprese quanto era stato idiota a non capire che quella scritta era stata fatta appositamente per Hildita, la sua Hildita. E quindi lo riguardava. Si sentì ribollire il sangue. Ma non fu il solo.

Quando venne ricreazione, il Simpaticone, che in talune occasioni si attribuiva la consapevolezza di prendere iniziative, anche perché era il rappresentante di classe, volle indugiare sulla vicenda, per la prima volta seriamente, non facendoci più sopra battute volgari. Tra le cose che disse ci fu quella che dovevano trovare il responsabile della scritta infamante.

Davanti a tutti, chiese a Guillermo, esplicitamente, se per caso non fosse stato lui a farla. In quel periodo Guillermo, per una serie di eventi fortuiti, sedeva proprio accanto a Hildita, in classe – e ne era molto contento.

Guillermo si stupì che gli venisse posta quella domanda, proprio a lui (che segretamente amava Hildita). Ma prima ancora di stupirsene rispose di getto che non era stato lui. E il Simpaticone sembrò vagliare attentamente le sue espressioni per poi decidere che davvero Guillermo non c’entrasse nulla.

Durante quello scambio Pablo rimase in perfetto silenzio. Successivamente Guillermo si chiese come mai quella domanda era stata posta solo a lui in classe. Che, il Simpaticone, potesse aver intuito qualcosa che gli altri ancora non avevano afferrato? Dunque lui sapeva che Guillermo si stava innamorando alla follia di Hildita?! No, non era quello il motivo. Il motivo era che il Simpaticone lo riteneva un ragazzino immaturo, incapace a corteggiare come si doveva una ragazza, quindi…

Quando Guillermo poi ne chiese conto al Simpaticone finì che entrambi ci scherzarono, perché si stavano troppo simpatici. E il Simpaticone gli disse sorridendo che lui era l’unico maniaco sessuale che conosceva; mentre Guillermo gli imputò fintamente di averlo accusato per nascondere le proprie pulsioni perverse verso Hildita. E per quel giorno non se ne parlò più. Ma intanto anche Hildita aveva assistito a tutta la discussione e poté esser certa che almeno non era stato Guillermo – la tal cosa altrimenti le sarebbe molto dispiaciuta. A ogni modo Hildita non avrebbe mai sospettato di Guillermo se non fosse stato tirato in ballo dal Simpaticone.

Il giorno dopo, sempre a ricreazione, i maschi della classe, guidati ancora dal Simpaticone, decisero di risolvere la situazione una volta per tutte. Il Simpaticone aveva fatto delle indagini tutte sue secondo le quali sembrava che il responsabile fosse uno della classe vicina, il quale si vociferava avesse un’adorazione insana per Hildita. Dunque il Simpaticone arruolò tutti i maschi nella sua crociata punitiva contro costui. E tutti loro si sentirono di dover partecipare per spirito di corporazione, anche quelli a cui stoltamente non fregava nulla di Hildita, perché Hildita apparteneva pur sempre alla loro classe, era un loro patrimonio e loro dovevano proteggerla.

Così il Principino, che si vedeva che non fosse minimamente in grado di difendersi, si alzò dalla seggiola per partecipare alla crociata con una faccia che si percepiva già rassegnata a prendere le botte. Il Bestemmiatore caricò la combriccola con le sue arguzie da gang, del tipo: andiamo a spaccare il culo a questo tipo e anche a tutti quelli della sua classe se sarà necessario! Pablo si comportò gravemente come un soldato in licenza richiamato all’ultimo momento in guerra: eppure sarebbe morto per Hildita, questo era fuori di dubbio. Bronco era silenzioso, perché i più pericolosi sono sempre silenziosi. Era il più grosso, il più grande, il più triviale, il più scorbutico di tutti, e anche quello che nel corso della sua vita era stato impegnato maggiormente in risse da strada. Lui non scherzava quando si attaccava con qualcuno, e vinceva quasi sempre, perché era forte, alto, e spietato, con quella sana dose di follia nella testa, indispensabile se davvero si vuole uscire trionfatore da una rissa. Il fatto che ci fosse lui nel gruppo, invero, infondeva maggior coraggio anche agli altri, perché aver avuto una carogna simile nelle proprie fila rappresentava indubbiamente un valore aggiunto.

Infine c’era Guillermo. Quando il Simpaticone suonò l’adunata, Guillermo si sentì pervaso da un’investitura notevolissima, anche se pure lui, quasi come il Principino, non aveva quasi mai fatto a botte in vita sua. In realtà quelli come Guillermo erano i più casinari, proprio perché, non avendo mai avuto concrete esperienze di guerriglia, non sapevano limitarsi; erano quelli che poi realmente finivano ammazzati, o inavvertitamente ammazzavano qualcuno per la troppa foga o rabbia…

Il Simpaticone condusse i crociati alla loro guerra santa, cioè alla porta dell’aula accanto, dove si nascondeva il vigliaccone infedele. Ormai la ricreazione era finita, così trovarono un professore dentro. La tal cosa però fu anche meglio, difatti il Simpaticone, con dietro gli altri maschi della sua classe, ultimo Guillermo, fece vedere a tutti che per loro quella era una questione seria, sulla quale non sarebbero passati sopra. Inoltre della vicenda venne informato anche il professore di quella classe, che certo in seguito si sentì in dovere di fare qualche discorsetto anche lui a quella scolaresca tra cui si nascondeva il vigliaccone misterioso.

Comunque quel giorno non si poté far niente altro, e i maschi della classe di Guillermo tornarono in classe appena in tempo per partecipare alla lezione della bruttona d’Inglese.

Il giorno dopo però trovarono che la scritta su Hildita era stata integrata con delle componenti ancora più spinte. Quello fu uno sgarro che non andò giù al Simpaticone il quale, senza dire niente a nessuno, prese un giorno da parte il presunto autore della scritta infamante con il quale discusse concitatamente nei bagni della scuola – scuotendolo un poco.

Il giorno ancora dopo la scritta non c’era più, era stata cancellata. E quasi nessuno ne conosceva il motivo. E tutti se ne dimenticarono presto, anche Hildita, che però quando fu interrogata dalla prof di Matematica circa la scomparsa della stessa e le fu chiesto se ora fosse contenta, disse:

«E certo che sono contenta. Adesso sono più serena.»

La vicenda terminò per sempre lì. Hildita se la scordò. E pure Bronco se la scordò. Perfino il Simpaticone, che l’aveva risolta, se la scordò. Solo Guillermo e Pablo non l’avrebbero mai scordata. Guillermo e Pablo, che erano gli unici realmente innamorati di Hildita.

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