Michela Murgia: L’incontro

Terzo romanzo che leggo di questa autrice e terzo libro diametralmente diverso dai precedenti che ho letto.

Se “Il mondo deve sapere” è una graffiante opera prima nata dal successo di raccontini scritti in un blog, e se “Chirù” rappresenta invece un’opera matura – sinora nettamente la proposta più interessante che ho trovato di questa autrice – sia per forma che per sostanza che aspirazioni, in “L’incontro” ci troviamo di fronte a una storiografia paesana, in cui al centro c’è sopratutto l’infanzia di tre bambini discoli. Che mi permetto di criticare dicendo che pur essendo scritta bene e non avendo nulla di sbagliato, di storie come queste, narrate in questo modo, con questi temi, ne esistono a bizzeffe. Dunque perché scrivere un libro del genere, se esistono già un’infinità di storie simili?

Certo, la Murgia dà grande prova di versatilità, però mi piacerebbe che scrivesse libri di qualità maggiore, che se uno legge capisca subito che sono scritti da lei, come non è in questo caso.

Per fare un esempio stupido: io ho realizzato da tempo la bozza di una storia con quattro bambini come protagonisti – che prima o poi pubblicherò –, ma l’ho fatto a modo mio, e dentro ci sono i miei temi, trattati alla mia maniera…

Insomma, sapendola capace di storie molto più stimolanti, non è questo che cerco da lei.

PS: e poi ammetto che mi son perso il perché di quel titolo… Boh.

incontro

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