Kent Haruf: Canto della pianura

Mi avevano segnalato questo autore come apportatore di sensibilità infinite. Bah. A me non ha detto nulla. Per me è stato come bere un bicchier d’acqua, quando non si ha sete. Non mi ha lasciato niente di niente di niente.

La storia? Niente. Semplicemente, in una cittadina, si intersecano le vicende di più personaggi. Compaiono la violenza, la miseria, l’amore, inadeguatezza delle persone. Anche la mediocrità di vite in fondo grame. Tra bambini, ragazzetti, uomini adulti, donne stagionate, e vecchi. A formare un mosaico a mio parere (giustamente) avvilente dell’esistenza umana.

Si vede che la storia è molto immaginaria. Ci sono molti dialoghi in “stile americano”.

Ma perché? Glielo ha ordinato il medico di pubblicare un libro sennò sarebbe presto spirato? Se uno non ha niente di particolare da dire, potrebbe anche esimersi dal parlare, eh! Mica succede niente…

Sto leggendo un altro suo libro, che però qualcosa sta smuovendo. Vedremo. Ve ne riferirò sicuramente.

2 pensieri riguardo “Kent Haruf: Canto della pianura

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