Due romanzi di Arthur Schnitzler

La signorina Else

L’opera più celebre di questo autore, credo la migliore.
La signorina Else è poco più che un’adolescente. Si trova in vacanza con parenti, immersa in un clima di intrallazzi e falsità. Un giorno riceve un telegramma da parte della madre in cui questa le dice che deve urgentemente chiedere dei soldi a un conoscente anch’esso presente in loco, altrimenti il padre sarà rovinato e finirà in galera.
Lei detesta quel tipo. Tuttavia si convince che deve farlo, non ha scelta. Ma la risposta che riceve dal suo interlocutore la nausea. Per darle quella somma vuole vederla nuda. Angustiata dai sensi di colpa, non sa se accettare. Nel frattempo le arriva un altro telegramma in cui la madre alza la cifra di denaro da chiedere. Else si sente schiacciata da ciò che le accade attorno e comincia a esser meno lucida e fare cose strane…

Beate e suo figlio

La vedova Beate vive nel mito irrealistico di un marito morto prematuramente. È ancora giovane dopotutto. Ha un figlio adolescente che ha messo al centro del proprio mondo, per il quale farebbe qualsiasi cosa pur di vederlo felice.
Durante un’estate di vacanza si rende però conto che qualcosa turba la serenità del suo adorato figliolo. Ha notato che quando dorme si mostra molto più agitato del solito, evidentemente perché c’è qualcosa che lo angustia. Non ci mette molto a individuare il probabile motivo di sconforto nel figlio: il rapporto sempre più stretto a ambiguo che egli sta instaurando con una certa baronessa, una donna spregiudicata che certo non esiterebbe a spezzargli il cuore e sedurlo per utilizzarlo come sollazzo e passatempo sessuale… Da qui succedono una serie di cose che faranno precipitare i fatti…

Mi piacciono molto i temi che questo scrittore tratta. Sviscera accuratamente le ipocrisie della società, le incessanti, celate motivazioni erotiche, le conflittualità della borghesia, fondendo la realtà con il subconscio jung-freudiano, e soprattutto portando alla luce i sensi di colpa intrinsechi di una certa cultura austro-teutonica. Gente più preparata di me avrebbe saputo dirlo meglio, ma penso che il concetto si sia capito.

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