L’irsuto clinico [X-Men]

La mattina successiva Ororo convinse Logan a farsi vedere da Hank.
Logan aveva provato a opporsi…
«Sei sicura che ne valga la pena? Non so, ho come l’impressione che sia tutto inutile. Se è davvero per colpa della magia del Limbo, Hank potrà farci assai poco…»
Ma Tempesta si era quasi inviperita.
«Certo che ne vale la pena, Logan! E poi cosa abbiamo da perdere?! Male che andrà faremo un salutino ad Hank. Non credo che ti dispiaccia…», disse infine per stemperare la tensione.
«Ah, certo che no. È l’unico X-Men attualmente che è più bestia di me… Non mi dispiace affatto vedere uno che sta peggio…», si sforzò di ridacchiare nonostante la situazione drammatica.
Hank gestiva il centro ricerca della scuola che, per motivi logistici, era stato spostato in aperta campagna. In realtà Hank non ne poteva più di combattimenti e minacce impellenti. Per questo si era praticamente ritirato a vita privata dedicandosi assiduamente alle sue ricerche sui geni mutanti. A ogni modo, tutti sapevano che avrebbero potuto contare su di lui qualora ne avessero avuto bisogno. Anche Hank desiderava essere coinvolto, se serviva il suo aiuto.
Una volta che furono arrivati, dopo i saluti di rito, a dire il vero molto cordiali, Logan si ritrovò a brontolare sdraiato sul lettino della camera ospedaliera in cui Hank operava. Gli aveva estratto il sangue – molto rapidamente perché il suo fattore di guarigione tendeva a turare immediatamente eventuali buchi nel suo corpo. Adesso lo stava esaminando con tutti i macchinari possibili a disposizione, compresi quelli per le radiazioni.
«Mmmm…», disse Hank esaminando l’ennesimo referto.
«Che cosa avrebbe, secondo i tuoi strumenti, Hank?», chiese Tempesta.
«Non lo so. I valori che influenza il fattore rigenerante sono lievemente fuori scala, cioè si sono abbassati. In poche parole, il fattore di Logan mostra di funzionare un quarto meno del solito, secondo alcune rilevazioni. E temo che la tendenza sia a diminuire ulteriormente.»
Un silenzio gelido si sparse nella stanza.
«Effettivamente le sensazioni di Logan circa l’infezione, se la vogliamo chiamare così, sono esatte. Nel suo braccio destro il fattore arranca parecchio, mentre nel resto del corpo, è quasi in scala.»
Hank si dedicò un attimo alla visione di un vetrino sotto il microscopio.
«A livello biodinamico il corpo di Logan appare molto stressato. Livelli simili li ho registrati solo quando in passato rischiò di morire, ed era ridotto a pelle ossa, scarnificate», volle esser chiaro.
La situazione era gravissima. Anche più di quanto Ororo e Logan avevano intuito.
«Qual è il problema, Hank?», disse Ororo con una voce delusa e speranzosa assieme.
«Il problema, Ororo, è che il fattore si sta impegnando alla morte nel cercare di debellare questo nemico interno che ormai è nel braccio di Logan. Ma questa cosa si sta diffondendo sempre più a tutto il resto. E il fattore non ce la fa. È come se non avesse gli strumenti per affrontarlo da pari a pari. È come se uno cercasse di curare la poliomelite con l’aspirina.»
Quelle parole furono un altro devastante colpo al morale dei due.
«Stai dicendo, adorabile palla di pelo, che sto per tirare le cuoia? È questo che stai dicendo? Se lo pensi, non girarci tanto intorno…», disse Logan caustico.
«Forse. Ma non è detto. Cioè, non è preventivabile sapere che cosa accadrà dopo. Per ora il fattore rigenerante, anche se sta perdendo alla grande, sta tenendo lontano quella cosa da te, o meglio dagli organi interni… Dopo, non si sa cosa potrà accadere. Probabilmente, una volta che il fattore verrà fatto fuori, spirerai nel tempo di uno starnuto. Ma questa è solo una mia ipotesi che si basa sulle probabilità e l’osservazione di situazioni in natura vagamente assimilabili a questa – è ho già detto che non esistono precedenti in merito su questa patologia. Potrebbe anche essere, teoricamente, che questa cosa abbia solo come obiettivo quello di stroncare il fattore rigenerante. E dopo, avendo raggiunto il suo scopo, smetta di dare problemi…»
Ma Hank non credeva minimamente a una tale ipotesi e in fondo l’aveva avanzata solo per lasciarli con un filo di speranza, perché una vita senza speranza è qualcosa di troppo brutto per chiunque da accettare, pensava Hank.
Logan si tirò su dal lettino infastidito. Cominciò a rivestirsi immediatamente.
«Bella roba, Hank. Uno viene a farti un salutino per non farti sentire troppo solo… e tu gli dici che è spacciato e dovrebbe sbrigarsi a far testamento…»
Era solo una battuta burbera alla quale però Tempesta si sentì di intervenire.
«Adesso dobbiamo trovare Illyana e costringerla ad aiutarci! Lei saprà sicuramente come affrontare la faccenda! Andiamo! Hank, tu…», disse Tempesta precettandolo. Ma non ci fu bisogno di dirglielo…
«Certo, Ororo, stai tranquilla. Continuerò a fare esami per stabilire una maniera per curare Logan. È chiaro che ora questa diventa la mia priorità numero uno da qui a…»
«…Alla mia morte», sentenziò amaro Logan.
«Non dire così, Logan! Vedrai che ce la farai anche stavolta…», cercò di rincuorarlo la regina africana.
Logan sbuffò, come tutto sommato non gli fosse interessato poi molto come sarebbe finita; come fosse stato certo che prima o poi sarebbe finita così, solo non si aspettava che potesse accadere in quel modo bislacco, nel Limbo, senza neppure accorgersene, per colpa di una ragazzina bionda mezzo demone, per di più invaghitasi di lui. Che certo aveva scelto una bella maniera per dimostrargli quanto gli interessava.
I due tornarono mestamente alla scuola per giovani dotati di Xavier.

bestia

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