Ridarola

Era da tempo che non eravamo più in buoni rapporti. Il nostro legame si era come oscurato, inesorabilmente incrinato e sembrava destinato a finir presto. Io stavo mollando. Non ce la facevo più a sentirmi di doverla sempre riconquistare. Per cosa poi? Quali erano le gravissime colpe che lei mi faceva pagare? E perché non si dimostrava mai soddisfatta, anche quando riuscivo effettivamente a farla tornare bendisposta nei miei riguardi? Eppure ogni volta mi impegnavo per rifarla mia, per riportarla da me. E anche quel giorno avvenne lo stesso. E poi le cose presero quella strana svolta.
A un tratto cominciammo a ridere, assieme, per la stessa cosa, nello stesso tempo. Non ci era mai capitato. Ridere smodatamente non potendo trattenerci. Avvenne senza che ce ne accorgessimo. Ci era presa la “ridarella”, lei la chiamava così. Io invece la chiamavo in un’altra maniera ma era chiaro che fosse la stessa cosa.
Quella ridarella fu come un dono del cielo. Per un giorno fummo come i migliori amici che non eravamo mai stati. Mi sorpresi molto di quell’accaduto: non mi era mai accaduto prima di condividere quell’emozione con una persona che non fosse stata una persona a me molto cara. Dunque dovevo ammettermi che lei lo era, per me, cara.
Ma ancor di più mi si rivelò quella verità nascosta che lei non mi avrebbe mai rivelato scopertamente: se quel teorema era vero per me, doveva esserlo anche per lei. Dunque, nonostante il suo modo di fare freddo e scostante, lei, sotto sotto, anche lei mi voleva molto bene, e quel giorno non poté non rivelarmelo. La mia Miriam mi voleva bene, anche se con me spesso faceva la stronza. Faceva la stronza, sì, ma sotto sotto le piacevo, e anche molto. Non mi ero inventato tutto io…
Ah, fosse stata meno bizzosa e disfattista… avremmo potuto coronare il nostro sogno d’amore. Ma purtroppo non fu così. Lei non sarebbe mai cambiata. E il giorno dopo già era tornata la stronza di sempre. Quasi a negare che la storia della ridarella fosse mai avvenuta, cercava di tenere ora le distanze anche più del solito. Non rendendosi conto che il suo peccato era gravissimo e imperdonabile: distruggere meticolosamente l’amore che si prova per qualcuno, giorno dopo giorno, come nemmeno il diavolo sarebbe stato capace di fare.

miriam

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