Lo Stato fascista e prepotente contro una donna che ha osato dissentire

Penso continuamente alla vicenda dell’insegnante antifascista, perché è gravissima.
Se la prendono con lei perché non ha santi in paradiso, perché è solo una persona comune, che loro credono sola.
È davvero vile che la vogliano colpire nel lavoro, non permettendole non solo di esprimere i suoi (giusti) valori antifascisti, ma anche volendole fare terra bruciata attorno, cercando di impedirle di guadagnarsi il pane per vivere.
L’intervento di renzi in particolare è assai illeggittimo, come spesso gli capita quando per esempio vara in pompa magna leggi palesemente anticostituzionali, che però lui dice che vanno bene (ma poi se la prende nel culo perché non è così). Dicendo che andrebbe licenziata, ha dato il via al linciaggio mediatico, assolutamente arbitrario, in quanto la Costituzione dice chiaramente che ognuno può esprimere liberamente le sue opinioni politiche e ciò non deve riverberarsi sul suo lavoro, la Costituzione che è implicitamente antifascista. Renzi, che implicitamente è incostituzionale.
Come anche è grave che il ministro dell’istruzione dica praticamente la stessa cosa di renzi, proprio lei, beccata con un curriculum falso: un ministro dell’istruzione che millanta di avere lauree mai conseguite!
E poi è gravissimo che la gente comune ignori tutto quello che ai miei occhi è manifesto, ma non ai loro, abituati ormai a fissare il dito e non la luna. Eppure quella donna lo ha spiegato bene. È ovvio che ce l’aveva con la categoria e non con i singoli poliziotti, che non conosceva. E perché ce l’aveva con la categoria? Perché è una donna sensibile che non può tollerare tutti gli abusi che rimangono impuniti che ogni giorno si compiono, al contrario di voi benpensanti che vi limitate solamente a pensare al vostro orticello e rimuovete subito quelle verità scomode che se conosceste in tutta la loro possanza turberebbero anche i vostri sogni, come quelli dell’insegnante antifascista e i miei. E ci mancherebbe che quella bellissima donna non possa almeno urlare il suo dolore.
Amo le donne come lei. Sono queste le donne che mi piacciono. Sono queste le vere donne, non tutte le altre.

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