Mondiali di calcio alla Fininvest?!?

Il comportamento della RAI, da un po’ di tempo a questa parte, pressappoco da quando c’è berlusconi in politica, lascia esterrefatti. L’ultima è che NON hanno voluto prendere i mondiali di calcio, con la scusa che l’Italia non c’era. Hanno detto che non conveniva prenderli. Come no. Così li hanno praticamente regalati alla Fininvest. Adesso riuscite a immaginarvi che palle sarà assistere a delle partite piene zeppe di pubblicità? “Superspot! Spot per noi! Ci vediamo tra un momento!”… Già immagino queste frasette rintronarvi il cervello.
Personalmente a me non frega nulla. Posso sempre non vederle. Ma non è questo il punto. Il punto è che non mi sta bene che un’azienda pubblica, cioè un’azienda a cui tutti diamo i soldi, per la quale quindi dobbiamo tutti tifare affinché vada bene, compia delle scelte che vanno a indiscutibile vantaggio del noto piduista pregiudicato corruttore condannato in via definitiva per frode fiscale. Questo mi fa molto incazzare.
E sono ancora molto incazzato per la vicenda Santoro-Biaggi-Luttazzi, per cui tuttora nessuno è finito in galera. Anche in quel caso è stato indiscutibile (almeno in due casi su tre) l’ingente danno economico che quell’allontanamento ha prodotto anche dal solo mero punto di vista commerciale.
Segue il comunicato sindacale del 3/1/2018 dei giornalisti di RaiSport in cui si annuncia guarda caso un loro sciopero.
“Oggi le giornaliste e i giornalisti di Rai Sport sono in sciopero. Ci scusiamo per il disagio. Ma è una protesta necessaria, per ribadire il diritto di voi cittadini che pagate il canone a poter assistere gratuitamente ai più importanti eventi sportivi. Che, infatti, registrano sempre straordinari risultati di ascolto. La Rai invece non trasmetterà in diretta tv alcuni grandi appuntamenti, come i mondiali di calcio. È la prima volta che accade. Ed è a rischio anche la Formula1. Tutto a beneficio della concorrenza privata. L’azienda e il direttore di Rai Sport dunque fanno scelte di segno contrario, per di più spendendo soldi in costose collaborazioni e per acquistare prodotti da società esterne. Noi vogliamo una Rai Servizio Pubblico che trasmetta più sport, con sempre maggiore qualità. Riteniamo inaccettabile che ormai lo sport sia un privilegio dei pochi che possono permettersi un abbonamento alla pay tv. Vogliamo che – grazie alla Rai – lo sport sia di tutti e per tutti.”  
Vittorio di Trapani 
Segretario Usigrai 
*
PS: ecco, invece un programma Rai che sono contento che esista è: Inviati speciali, di RAI 3, in cui si impara sempre qualcosa. Alla facciaccia di Senso comune, della stessa rete.

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