Buzzati: Un amore

Non che lo abbia letto recentemente. Solo che mi sono accorto che non ne ho parlato sul blog (perché in quel periodo non scrivevo niente), e dato che questa opera merita… eccomi qui.
Diciamo subito che giudico questo romanzo un capolavoro. In genere si cita sempre “Il deserto dei tartari” come romanzo migliore e più famoso di Buzzati, ma non sono affatto d’accordo sulla prima caratteristica. “Il deserto dei tartari” è un romanzo discreto, ma non un capolavoro. Invece “Un amore” è uno di quei romanzi dolorosamente (in parte) autobiografici che rendono la penna di uno scrittore particolarmente ispirata.
È la storia di un uomo di mezza età adibito a frequentare prostitute quasi solo come basilare attività fisica. Ma un giorno conosce una giovane ragazza che lo intriga. Finirà che si innamora di lei, la quale comprensibilmente vuole solo introitare il più possibile da lui. Per cui gli mente, frequenta altri uomini (anche se lui, per via della sua gelosia, non vorrebbe affatto che lo facesse) ed è anche innamorata di un suo coetaneo che spaccia per parente (cugino, se non mi ricordo male).
Buzzati rende benissimo la tensione dei sentimenti amorosi non ricambiati, con la voglia costante di recidere un legame che sappiamo possa portarci solo fastidi e sofferenze, ma nonostante quello siamo sempre lì che ci ricadiamo, schiavi di quel trasporto viscerale che ci rende malati cronici.
Il finale non ve lo dico. Leggete questo libro scritto in stato di grazia dall’autore. E poi chiedetevi come mai non è considerato il suo libro migliore.

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