Elizabeth: L’amore necessario

Continuò a sproloquiare da solo.

«Bikal, non hai neanche una cazzo di donna che ti ama… Non hai nessuno! Neppure un barlume di felicità come fingono di avere gli altri… Ma tu vuoi essere come gli altri, oppure vuoi essere Bikal?! Pensi che sia meglio così come sei?! Adesso venderesti l’anima al diavolo per aver messo al mondo un marmocchio, anche solo per egoismo, anche se sai che non potrai mai fare del bene a quel figlio perché sarebbe abbandonato a sé stesso, come fu per te… Cazzo! Ci deve essere un’uscita! Una via di fuga!… Bikal… tu non ami nessuno?! Come puoi non amare nessuno?! Non si può vivere senza amore… Tutti quanti hanno un amore che li salva… Tutti… Solo io non…»

Poi gli venne in mente Elizabeth. Se la immaginò chiusa e infelice in quel parallelepipedo sotto ghiaccio. E pensò che era sbagliato. Che avevano fregato anche lei. Forse lei era stata fregata anche più di lui, e chissà che le avevano fatto. Provò pena per lei. Si chiese se sarebbe stato capace di amare una donna del genere… Gli venne in mente il suo corpo favoloso. Quel corpo che in chissà quanti avevano calpestato e violato. E gli venne un’erezione…

 

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