Giochi d’adulti


La ragazzina avrà dodici anni. Esce di casa a mezzanotte. Per parlare al telefono. Non sai che giornata ho avuto!, si atteggia. E io penso: ma che giornata puoi aver avuto a dodici anni?! Educazione fisica più l’interrogazione a sorpresa di Storia?

Si allontana da casa. Non vuol farsi udire dagli altri componenti della sua famiglia, lei. In particolare dalla madre-padrona, che le sta sempre col fiato sul collo. È riuscita a ottenere quella concessione, di uscire a quell’ora tarda, solo perché si recherà al parco proprio sotto casa, dove la madre la fisserà dall’alto non lasciandosela sfuggire neppure un secondo, con la possibilità di intimarle di rientrare subito qualora le sembri di avvistare qualche sconosciuto potenzialmente pericoloso. È già successo. E la bambina ha pensato: oddio che rompi la mamma!

Copia la madre e le sorelle. Anche lei si sente una piccola donna e dunque è naturale che debba avere il fidanzatino. Immagino il ragazzino brufoloso dall’altro lato della cornetta che forse ha appena cominciato a farsi le pippe, o forse neppure quello. Quel modesto ragazzetto che si è voluto mettere con lei, le ha fatto la corte, anche se quella ragazzina è ancora piuttosto immatura fisicamente, tutta magra, senza curve, nodosa e impacciata. Chissà, forse ha visto la madre e le sorelle e deve averne giustamente dedotto che un giorno diverrà bellissima… Ma di solito i ragazzini non hanno mai l’occhio così lungo. Inoltre, quando lei sarà finalmente sbocciata, probabilmente lui sarà già morto e sepolto nel cuore di lei; o forse, ammesso che stiano miracolosamente ancora assieme, sono sicuro che quel bel neo cigno riceverebbe all’improvviso una tale spropositata quantità di sguardi e interessi provenienti dall’altro sesso che sicuramente un giorno le girerebbe la testa e si chiederebbe: ma per quale motivo una strafica come me dovrebbe tenersi al fianco uno sfigato del genere?

Che poi lui è esattamente lo sfigato che mi ero immaginato: mezzo secchione, con gli occhiali, un po’ obeso, con le ossa grandi. Ma figlio di famiglia ricca, quello sì. Ecco perché la madre non le ha come al solito tarpato le ali. Svelato il mistero.

Un giorno li ho incontrati di pomeriggio che uscivano dopo aver fatto i compiti. Lui, invasato dal brivido di accompagnarsi con lei, già per le scale le ha detto in maniera quasi scurrile: dai, dammi un bacio! E lo pretendeva! Lei lo ha guardato perplessa come pensasse: ma questo qui che s’è messo in testa? E il bacio non glielo ha voluto dare nella penombra delle scale; non si è fidata. Che magari quel bambino porcone avrebbe pure allungato le mani. No. Però il bacio, si è sentita obbligata di darglielo al parco. E dopo ha cercato subito di cambiare argomento che sennò quello si metteva in testa strane idee. E il beota non ha capito niente di quel che è successo…

 

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