Elizabeth: Nessun amico

Ecco, questo era uno dei rari momenti in cui Bikal rimpiangeva di non avere nessun amico. Per quanto concerneva Ozzorn, non poteva certo considerarlo tale. Certo, erano colleghi e spesso avevano nondimeno fatto qualche discorso (anche se ci voleva coraggio a far passare le loro discussioni esistenzialiste come un dialogo erudito scevro di qualcosa che non fosse il più condensato qualunquismo pervio tra esseri umani), però… l’amicizia vera non era differente? Qualora Bikal avesse chiamato Ozzorn a casa, nel cuore della notte, questi gli avrebbe chiesto sicuramente se era impazzito. E Bikal come glielo avrebbe spiegato che si sentiva in quel certo stato nel quale doveva coinvolgersi in qualcosa sennò sarebbe andato fuori di melone sul serio? Il pragmatico e insensibile e imperturbabile e inamovibile e ottuso Ozzorn non lo avrebbe mai capito. Non c’erano chance.

 

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