Alice non lo sa…


Alice non lo sa che ho capito tutto. Certo, ho capito tutto perfettamente. Loro pensano che io non sappia, ma come potrei non sapere quel che si sforzano di nascondere eppure è così lampante?

Per prima cosa avevo notato come Nicola si fosse invaghito di Alice. D’altronde chi non l’avrebbe fatto? Alice è così femmina, tenera, sorridente e timidamente casta (all’apparenza) che qualunque maschio la prenderebbe in simpatia, in particolare uno come Nicola, sempre a caccia di carne fresca, di una donna che gli faccia battere ancora il cuore, quel cuore vecchio, schifosamente orgoglioso, il quale in realtà batte inutilmente, proprio come il cuore della maggior parte degli uomini vani.

Dunque avevo notato quella quantità di sguardi teneri che lei gli tributava a profusione, ma non sapevo se per difesa o nel tentativo di sedurlo, cioè non sapevo se Alice voleva fargli capire che ci sarebbe stata, oppure se sfoggiava quel delicato sorriso esclusivamente per difendersi poiché lo temeva, avendo capito le terribili ire a cui egli era insensatamente propenso. D’altronde Nicola era un uomo con un’anima ributtante, che dopo qualche giorno ricusava sempre gli amori di cui si infrolliva, un uomo che non sapeva probabilmente amare senza depredare ogni volta il suo amore dopo qualche tempo. E ciò lo rendeva forse molto più femminile di quanto lui non sospettasse. Perché di solito sono le donne le pazze che si muovono nel mondo distruggendo i cuori di chi attraversa loro la strada, anche se non si può davvero dire che lo facciano davvero appositamente, che l’abbiano voluto fare con reale coscienza del male prodotto…

Avevo notato tutto ciò, come pure avevo notato che lui era già cotto a puntino: d’altronde, ribadisco, quando Alice si poneva in quel modo, anche io non avevo armi per scacciarla. Avrei potuto allontanarla solo qualora fossi stato un impotente misogino con tendenze omosessuali…

Ma poi, qualche giorno dopo, avevo assistito a quel medesimo film già visto tante volte. Nicola si era incollerito con lei per una qualche risibile ragione che probabilmente neppure le aveva comunicato, una ragione accaduta solo nel profondo della sua mente distorta ed egocentrica. E allora la povera Alice aveva accusato il colpo, così come tutte le altre prima di lei avevo visto fare. E allora non sorrideva più, storceva la bocca e senza accorgersene faceva sempre delle boccacce o delle espressioni di disgusto. Alice era un’anima in pena senza un motivo per vivere, o almeno questo sperava di instillarle Nicola! Una povera anima che si era illusa di aver trovato l’amore, e ora ne pativa le amare lacrime.

Tuttavia la sua presenza presso Nicola (per questioni indipendenti dalle loro volontà) si faceva sempre più irrinunciabile e incombente. Così, anche se Nicola avrebbe voluto liberarsene già da tempo, fin da tre giorni dopo averla conosciuta, perché il suo cuore era arido come un cactus disidratato, e anche Alice avrebbe preferito rimuovere il suo dolore magari essendo presente in un altro luogo fisico della propria coscienza il quale l’avrebbe aiutata a dimenticare e a tornare se stessa, anche se entrambi dovevano soggiacere a quella circostanza, dovettero accettare la forzosa convivenza.

Ormai era uno strazio osservarli, e non l’avrei fatto se non avessi avuto qualche speranza di rivedere affiorare quel dolce sorriso da Alice. Alice che poi non era questa donna debole che poteva sembrare, non poteva esserlo, altrimenti, in quel mondo di squali, già sarebbe dovuta perite. Perché Alice era sì molto tenera e sensibile, oltre che intelligente e sveglia, ma aveva anche imparato a saper vivere e controbattere le difficoltà. Quelle difficoltà sentimentali che, al contrario, Nicola non sapeva minimamente ostacolare: non aveva mai saputo affrontare se non mascherandole, fingendo a più non posso che non ci fossero (ed ecco che tornava a essere femminile anche per questa ragione).

Così, a un certo punto, Alice decise che non era giusto il trattamento che Nicola le riservava e dunque decise di non palesarglisi più dolente e affranta per la fine di quell’illusione d’amore: e divenne battagliera. Divenne agguerrita e inscalfibile (oh, quanto sanno essere forti le donne quando si mettono in testa o capiscono una cosa!). E allora fu Nicola ad andare in panne in misura maggiore perché si accorse che lei, quella donna che lui ora odiava per un qualche insano e insulso motivo non plausibile, perché lui in realtà non era capace di amare alcuno, forse neppure se stesso, quella donna non soffriva più per le sue intemperanze, e ciò lo rendeva nudo di fronte alla propria miseria. Alice non gli dava più nemmeno quella soddisfazione e per lui tale tormento era peggiore pure del provare una delusione per un amore rilevatosi sbagliato dopo che vi erano stati infusi i migliori auspici.

Fu così che vinse Alice, non essendone invero perfettamente conscia, costringendolo alla pace. E dunque il giorno dopo io capii tutto dalle loro facce cambiate e dall’atmosfera tornata più serena tra di loro. Alice era truccatissima, occorrenza insolita per una come lei che era sempre stata acqua e sapone, e sul suo volto stanziavano delle profonde occhiaie frutto indiscusso ai miei occhi smaliziati dell’accoppiamento pedissequo che si era consumato la notte prima. Perché Alice si truccava solo per non sembrare troppo brutta, per coprire le occhiaie quando le aveva. Nel frattempo le sue compagne, addentro alle sue faccende di cuore tanto quanto lei, se la ridevano complici.

Alice tornò a sorridere come prima, perché la pace fu siglata e Nicola non la trattò più con malanimo e tornò ad arriderle come il primo giorno, come quando ancora non si era messo in testa che l’avrebbe voluta conquistare.

E da ultimo non so se e quanto Alice si sia accorta che lui comunque non l’amava più e aveva fatto quel gesto distensivo esclusivamente poiché impossibilitato ad avere un’altra reazione; inoltre quella era l’unica azione che potesse compiere per ancora tentare di spezzarle il cuore nel momento in cui si sarebbero lasciati… Quando infatti poi si separarono sul serio, lui confidava nell’esigua speranza che un giorno lei l’avrebbe rimpianto; mentre in realtà lei non lo avrebbe mai fatto. Perché lei era una bella persona e avrebbe trovato sempre nuove persone, ben migliori di Nicola, che l’avrebbero apprezzata per la bella donna che era.

Fanculo Nicola! W Alice! Ma non ci andare più con quelli come Nicola, eh Alice!

 

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