Elizabeth: Come la gente affronta la morte


Un’altra attività decisamente meno noiosa del solito era quella di ricevere degli ospiti. Cioè quando quelli della polizia, o qualche detective privato, venivano a indagare su qualcuno, o quando una persona cercava un suo parente scomparso.

In quest’ultimo caso Bikal riteneva che ci si trovasse di fronte a una delle reazioni più vere ch’avesse potuto esprimere essere umano nel corso della vita: perché comprendeva come affrontare la morte di una persona cara. E a chi avesse avuto il privilegio di assistervi non sarebbe sfuggito il reale legame che intercorreva tra il morto e chi lo era venuto a cercare. In quei momenti non si poteva fingere. Pure se c’erano dei dolori più composti o interiorizzati di altri, alla fine veniva sempre chiaramente fuori se uno voleva veramente bene al defunto o meno. E non era così scontato che un figlio amasse il padre, o una moglie un marito, nossignore. E Bikal aveva imparato a riconoscere immediatamente i dolori veri da quelli dissimulati. Sì, perché la gente mentiva, mentiva sempre, anche e sopratutto in quel contesto, se sapeva di essere osservata. Sennonché quelle persone potevano pure provare a fingere, ma Bikal le avrebbe stanate.

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