La ragazza dal pozzo nero


Laddove la menzogna è verità,

laddove il buio è al posto del giorno

e il giorno al posto del buio,

laddove esistono solo urgenti bisogni primari,

e primarie sensazioni,

e primarie esplorazioni,

e primarie conflagrazioni,

e primarie lacerazioni

e primarie, caduche estasi…

lì è il tuo pozzo nero.

*

Più nero del nero,

più cupo della disperazione,

più annichilente della violenza,

più fosco della depressione,

più luttuoso della morte stessa,

più cattivo dell’abbandono,

più terribile della sofferenza

perché una sofferenza a cui non si sfugge,

a cui non ci si può adusare,

lacera le carni e l’anima

come nessuna cosa altra,

come nessuna cosa altra.

*

Scoprii un giorno una ragazza bellissima,

così bella

che non sapeva di esserlo

perché nessuno glielo aveva mai detto.

L’avevano sedotta

convincendola che dovesse essere in un modo,

che si dovesse far desiderare da un uomo,

ma era solo la più grande menzogna,

la più grande menzogna che mai fu detta,

alla quale lei credeva

per sentire di attribuirsi un senso.

*

Se ne stava sempre al buio,

tutta infangata,

eppure rimaneva bella,

alternando momenti di abbattimento epocali

a splendenti folgorazioni,

oppure a vacue tranquillità che lei,

abituata a esser svilita,

non sapeva minimamente apprezzare.

Così quasi preferiva

il dolore al vuoto,

(vuoto, così lo chiamava),

a un senso di vuoto di cui

come per beffa

si colmava la sua esistenza

in assenza di sofferenza.

Il dolore è vero, pensava.

Il dolore mi fa battere il cuore.

Invece la calma è inutile,

non so che farci, pensava.

Così per lei era quella la vera dipartita:

la calma,

non la disumana situazione

alla quale sempre si sottoponeva

per sentirsi viva…

*

E io mi ci rammaricavo

a vedere com’essa si sprecasse,

si buttasse via,

fosse incapace di esser davvero felice,

fosse schiava dei suoi aguzzini i quali,

cattivi, intuendo la sua sciagurata natura,

se ne approfittavano per i loro turpi scopi.

Volevano che restasse nel pozzo nero.

Per sempre.

Così la potevano usare.

Io ne soffrivo

perché non riuscivo a salvarla

e più volte lo scoramento prevalse in me

facendomi soppesare l’idea di lasciarla,

perché non potevo far nulla per lei,

se lei non voleva e poteva guarirne

com’ella mi diceva…

E quella ragazza eri tu,

amore mio.

*

Ma io oggi lo so,

sì, lo so,

lo so che un giorno

un giorno te ne verrai su,

perché se delle volte tu hai creduto

che la mia affezione fosse migliore della tua,

io tante volte ho creduto che in fondo

per te ci sia più speranza,

seppure il tuo odierno destino è stato finora

peggiore del mio, posso dire

(chissà se tu adesso pensi lo stesso di me).

Cosicché se avessi qualcosa da scommettere

non esito a pensare,

e anzi ne sono convinto,

che un giorno tu ce la farai

e allora il mondo ti sembrerà migliore

e ti chiederai perché mai fino allora

ancora non ne eri stata capace,

amor mio.

*

Un giorno te ne verrai su,

ne sono sicuro,

afferrerai la mia fune o quella d’altri,

permetterai che ti tiri,

o forse lo farai con le tue mani,

perché sei forte abbastanza,

tanto forte che tu non lo puoi

nemmeno immaginare, piccola mia.

E allora scoprirai che sopra

il cielo, il sole,

la notte,

è tutto diverso.

Che il giorno dura più della notte

e ciò è bene.

Che il sole illumina il cielo non solo pochi istanti

ma ore e ore e ore intere,

per la tua delizia e quella degli altri.

Che la luce, sì la luce,

non è quel terribile e inebriante bagliore

che acceca alla vista,

seppur fugace,

quando si è abituati alla fitta bruma del buio.

Che l’aria è fresca e ventosa

e non deve esser stantia e umidiccia.

Che si può respirare a pieni polmoni

senza che si acceleri il battito.

Che quel cuore,

quel tuo piccolo cuore tanto forte e tanto funestato

che fin da bambina ti palpita forte nel petto

con il quale hai diviso tutto il dolore della vita,

quel tuo piccolo cuore è innocente e puro,

perché non è vero che sei sempre stata una bambina cattiva

come il mondo ti ha voluto far credere…

*

Quel giorno capirai che

se un amore fa soffrire,

troppo,

sempre,

allora non è tale

e non deve esser consumato.

Il vero amore è gioia,

amore mio.

 

2 pensieri riguardo “La ragazza dal pozzo nero

  1. Inizio da quest’ultima…che ho trovato piena di amore, passione, sofferenza, struggimento…e proprio quando pensavo che l’epilogo fosse negativo, il cuore si è aperto alla speranza, alla positività….perchè come dico spesso io, anche dopo il più grande dei dolori si deve coltivare la voglia di rinascere…altrimenti, tutto è stato inutile! Mi ha fatto ricordare una canzone dei nomadi che ho molto amato!

    Vedo nei tuoi occhi
    che hai dato tutto ormai,
    tutto il tuo amore
    e non bastava mai
    guardati allo specchio
    sei stanca, ormai lo sai
    ma forse nel tuo cuore
    tu no, non cambierai

    Cercavi più valori
    o forse nuovi eroi
    cercavi in ogni dove
    quel che non trovavi mai
    guardando nel tuo cuore
    poi non ti sei trovata più
    hai dato tutto il tuo amore
    per non amarti più

    E ti sei persa così
    senza capire perchè eri fragile si
    e non credevi più in te…

    Delusa dei tuoi sogni di ieri
    e quel che hai nei giorni
    e nei pensieri che son volati ormai
    hai tagliato i fili
    con tutta la realtà
    ma non lasciarti andare
    vedrai che cambierà
    mai nella vita è tutto perso
    tutto ha un senso lo sai
    prendi la giacca,
    la tua bicicletta e ritorna chi sei
    da una sconfitta
    a volte si esce più forti che mai
    e ricomincia così senza capire perchè
    la tua vita da qui, la tua vita così
    E ricomincia così…
    E ricomincia cosi senza capire
    perchè la tua vita da qui
    la tua vita così
    E ricomincia così…

    "Mi piace"

    1. ci sono dolori che spezzano, fortissimi, che ti cambiano. la sfida della vita è quella di essere davvero ciò che si è destinati a essere, indipendentemente dalle brutte esperienze negative. credo profondamente in questa cosa. e credo che la ragazza del pozzo nero ce la farà… c’è sempre speranza.
      grazie per il suggerimento canoro. me la sono scaricata, la canzone, e dopo me l’ascolto. 🙂

      "Mi piace"

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