cambia

 


alla notte è freddo

gelido

ti entra nelle ossa

minaccia d’ammazzarti

*

all’alba soffia rabbioso

come annunziasse un tornado

*

durante il mattino si placa

lentamente

fino a divenire

alito

*

a mezzodì si ferma

e allora pensi che

abbrustolirai

copiose goccioline

di sudore

stillano

la tua maglietta

*

ma poi…

ma poi…

quando non te lo aspetti

quando pensi quanto sia ingiusto

spirare

e tanto facile farlo

poi accade che…

cambia

monta un vento che sferza

ancora

inatteso

e ogni volta ti sorprende

coprirsi coprirsi

all’ombra fa freddo

al sole si sta

finalmente

bene

*

da dove viene?

come può sprigionarsi ogni giorno

e ogni giorno sorprenderti?

subirà altri mutamenti

fino a invertire il suo flusso

per poi tornare come

dapprincipio

ma ciò che conta è che

cambia

sempre

non è sempre piacevole

non è sempre gravoso

delle volte è a tuo sostegno

delle volte a danno

ma ciò che conta è che

varia

e tu

sapendolo

potrai imparare a utilizzarlo

a tuo favore

per non perire

per non delirare

per sopravvivere

serenamente

La trattativa

 


Il nuovo film inchiesta di Sabina Guzzanti è pronto. Si chiama La trattativa e parla della vergognosa trattativa tra Stato e Mafia tenutasi negli anni ’90.

Seguono alcune informazioni e personaggi attinenti presi dal sito di riferimento del film, www.latrattativa.it

*

Giorgio Napolitano:

Presidente della Repubblica dal 2006, ha chiesto ed ottenuto la cancellazione delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche tra lui e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino. Le telefonate, il cui contenuto non è stato divulgato, sono partite dal cellulare di Mancino, sotto controllo nell'ambito delle indagini sulla trattativa Stato-mafia.

*

Nicola Mancino:

Ministro dell'Interno dal '92 al '94, durante il suo mandato non viene rinnovato il regime di 41 bis a 140 imputati di mafia sottoposti al carcere duro...

*

41bis:

Uno dei punti del Papello, il documento che contiene le richieste di Cosa nostra allo Stato per porre fine alla stagione stragista, era l'abolizione del regime di carcere duro per i mafiosi.

*

Marcello Dell’Utri:

Nel 1993 partecipa alla nascita di Forza Italia, finanziando il partito dell'amico Silvio Berlusconi. Secondo la testimonianza del pentito Nino Giuffré, Marcello Dell'Utri avrebbe offerto delle garanzie politiche a Cosa nostra, che in cambio si sarebbe adoperata per far ottenere voti al nascente partito di Silvio Berlusconi.

*

Ergastolo:

Tra le richieste fatte dalla mafia allo Stato per porre fine alla stagione stragista c'è l'abolizione dell'ergastolo per alcuni detenuti mafiosi. Al primo punto del Papello, il documento in cui sono elencate le richieste di Cosa nostra allo Stato, viene infatti inserita la revisione della sentenza del maxi-processo, che si era concluso con 19 condanne all'ergastolo.

*

Licio Gelli:

Maestro venerabile della loggia massonica P2 e membro dei Cavalieri di Malta. Massimo Ciancimino ha raccontato che nell'estate del '92 suo padre Vito incontrò Licio Gelli a Cortina, probabilmente per discutere di progetti relativi alla nascita di nuovi partiti politici. All'inizio degli anni '˜90 le massonerie, Cosa nostra e alcuni soggetti politici stavano lavorando alla creazione di un partito del sud, che potesse rappresentare gli interessi della mafia nel Meridione.

*


*


Ninetto e il bicchiere d’acqua

 


Era agosto e faceva molto caldo e Ninetto aveva sete. Era già da qualche ora che gironzolava col padre per svolgere delle commissioni. Ninetto disse che voleva andare a casa perché era stanco e sopratutto aveva molta sete. Il padre gli rispose che fra qualche minuto sarebbero andati a casa, ma nel frattempo, se proprio aveva questa gran sete, poteva sempre entrare in quel bar e chiedere un bicchiere d’acqua. Non gliel’avrebbero negato.

Così Ninetto, armato di grandi speranze, si fece coraggio, lasciò da parte la grande timidezza che sempre lo contraddistingueva ed entrò nel bar. Trovò un signore che leggeva il giornale, un altro che stava bevendo una bibita fresca gassata e il barista, un ragazzo con il grembiule e lo sguardo taciturno.

Ninetto fu subito avvistato dal barista, il quale però, predisposto alla diffidenza, si limitò a osservarlo attentamente, e non volle chiedergli cosa voleva. Perché non riteneva che fosse suo dovere sprecare il fiato anche con un ragazzino. Perché già lo doveva fare con gli avventori seri. Sarebbe stato il bambinetto a esporsi, pensava arido.

E Ninetto si fece sotto e chiese, con l’intonazione più educata che poteva:

«Buongiorno, che mi dà per favore un bicchiere d’acqua?»

E il barista, prontamente, come non avesse fatto altro nella vita, gli rispose:

«Però ho solo acqua calda. Va bene lo stesso?»

Ninetto fu colto totalmente alla sprovvista. Allora ci pensò su un attimo e poi gli disse:

«Ah, vabbè. Allora non fa niente. Grazie.»

E se ne uscì da quel buco di bar tornando dal genitore. Il quale gli chiese subito:

«Te l’ha dato il bicchiere d’acqua?»

«No. Ha detto che aveva solo l’acqua calda…»

«Acqua calda?», si manifestò dapprima dubbioso e poi contrariato, «Non te l’ha voluto dare…», masticò amaro, «Ma ti pare che in un bar ci sia solo l’acqua calda?»

Al che Ninetto si accorse di essere stato gabbato. Quel ragazzaccio lo aveva preso per il naso e, cosa ancor peggiore, aveva rifiutato l’acqua a un assetato, per di più un povero bambino innocente come lui, come Ninetto.

Da quel giorno Ninetto, ogni volta che passò in quella strada, si ricordò del vergognoso atteggiamento tenuto da quel barista. E anche quando gli servì di comprarsi un’aranciata o delle patatine fritte, preferì fare qualche metro in più e acquistare il tutto altrove, dove almeno sarebbe stato trattato con rispetto.

Poi un giorno Ninetto si accorse che quell’odioso bar dove lavorava il barista cattivo aveva chiuso. E dentro di sé se ne rallegrò molto.

In seguito Ninetto scoprì anche che tutti quegli esercizi come i bar che dichiarassero di avere i bagni rotti non potevano stare aperti.

‘A Carogna: Sbatti il mostro in prima pagina #2

 


Premettendo che detesto gli ultrà come categoria e che ritengo che essi, generalmente, nel migliore dei casi, siano degli emeriti idioti, nel peggiore dei delinquenti da sbattere in galera e buttare le chiavi, trovo ripugnante la maniera in cui si è trattato il caso dell’ultrà con la maglietta che incitava alla libertà per quell’altro ultrà condannato per la morte di Raciti. Per quale motivo? Ve lo spiego subito…

Qualcuno è forse andato da ‘A Carogna a chiedergli che cosa volesse dire quella maglietta? Mi sa proprio di no. Perché su quel tipo è stato montato un caso mediatico di spropositata indignazione. ‘A Carogna è diventato subito il mostro da additare e condannare (senza alcun processo), sul quale sfogare la rabbia della “gente buona” che si sente vittima dei ricatti dei tifosi. Così, di certo, per appagare tale brama rancorosa, non poteva bastare incriminare quel romanista che ha sparato con la pistola al tifoso del Napoli. Ci voleva un segnale forte. Anche perché si è detto che lo Stato in qualche modo fosse andato a trattare con ‘A Carogna per calmare gli animi allo stadio. E allora tutti a dire che non si poteva fare (tutto questo mentre ben altre trattative sono avvenute, tra Stato e Mafia per esempio, e la gente non ha fatto nulla, perché le persone coinvolte erano troppo in alto per essere toccate)…

Ma, a parte il caso che, se trattativa c’è stata, è stato lo Stato ad andare dai tifosi e non il contrario… A parte questo, parliamo del caso Raciti, dunque. È un caso pieno di ombre in cui la verità che si è voluta ricostruire non può essere quella ufficiale. Prima si disse che Raciti era morto perché gli avevano tirato un lavandino (ricordo bene?) e per di più da una ventina di metri. Si parlò anche di un tubo… Mentre si glissò sul fatto che un suo collega, un collega di Raciti, facendo retromarcia avesse potuto… causare la sua morte!

Capito?! Queste cose le ho sentite ribadire solo da Simone Pieretti ultimamente. La maggioranza dei giornalisti hanno condannato quell’ultrà per quel reato senza farsi domande. Hanno sposato in pieno la versione del potere per non avere grane, e così facendo hanno reso quell’ultrà il mostro del caso.

Ma quell’ultrà secondo me è stato solo un capro espiatorio. Come ‘A Carogna lo è stato successivamente… Perché la sua rivendicazione, almeno in quel caso, era comprensibile e giustificata!

E adesso che sapete come ve la danno a bere, le finzioni giornalistiche che costruiscono, che cosa dovremmo dire di tutti quei bravi giornalisti che per servilismo o palese incapacità non riportano i fatti per come vanno davvero e invece fanno in modo di far montare la vostra rabbia indirizzandola su dei falsi mostri?

Io condanno quei giornalisti. Siete colpevoli.

FUCKMAFIA


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Il cuore soccombe

 

Il cuore soccombe

*

Tutto il fuoco nero

Avvampa.

E brucia le formiche

Che si dibattono inutilmente.

Se loro sapessero

Che non vi è via d’uscita

Si arrenderebbero.

Se loro conoscessero

O ricordassero

Le sorti di tutte le altre

Si abbandonerebbero

Alla disperazione.

Cadono le membra molli,

Cedono le forze esaurite,

Svaniscono le urla nel fuoco.

E il cuore soccombe,

Nei labirinti di fango

Che, prima o poi, ovunque,

Arderanno nel fuoco nero

Che tutto vince,

I cuori lacera,

L’umana forza annienta.

Schopenhauer: Metafisica della sessualità

 


Schopenhauer sostiene che, in realtà, sia ciò che noi chiamiamo amore, che pure le mere pulsioni sessuali, altro non siano che la manifestazione dell’istinto atavico alla riproduzione, intesa come propagazione della specie.

Così anche se ci sembra di essere cotti di qualcuna/o, o se impazziamo per farcela/o e faremmo qualsiasi cosa per giungere a quello scopo, anche in questi casi in realtà in noi lavora la natura per spingerci alla riproduzione. D’altronde se non fosse così la nostra razza rischierebbe di estinguersi (secondo la natura, ma se la nostra razza ne fosse consapevole, dico io, non lo farebbe)…

L’unico modo per imbrigliare parzialmente le passioni è metter su famiglia. Se lo si fa, dovrebbero calare le pulsioni irrefrenabili (perché si è costretti a pensare a cose molto concrete che finiscono per soppiantare il resto) e si dovrebbe tornare a una più pacifica visione della vita.

Schopenhauer sostiene pure che sarebbe sempre colpa della natura se l’uomo, dopo aver messo su famiglia, tenda lo stesso a desiderare di inseminare altre donne, mentre la donna, costretta alla cura dei bambini, tenda a essere più fedele rispetto all’uomo…

Ma in questi tempi malandati in cui viviamo, tutta la teoria di Schopenhauer, non dico che vada a farsi benedire, però deve adattarsi a una serie di variabili ed eccezioni che non la rendono più tanto una regola generale, quanto semmai solo un’attitudine.

Pensavo fosse zainetto… invece era una pancia

 


Se un bravo poliziotto pesta la pancia di una persona credendola uno zainetto allora possiamo interpretare la cosa solo in due possibili modi:

  1. il poliziotto è talmente sbadato che non può fare il poliziotto, deve cercarsi un mestiere in cui la sua sbadataggine non possa cagionare alcun danno;

  2. non è poi così bravo quel poliziotto, e anzi è uno che abusa del suo potere, e allora deve finire in galera (anche se io preferirei venisse lapidato).

In definitiva, quindi, comunque la si veda, il poliziotto va rimosso.

É la Logica che lo dice. E tutti quanti noi dobbiamo inchinarci di fronte a essa.