Frutti e donne


Se fossero un frutto…

X sarebbe senz’altro una ciliegia. Perché più è scura e più è succulenta. Perché una volta che ne hai assaggiata una, ne vuoi subito delle altre. Perché si perde il senso della misura con lei. Perché quando pensi che ti regalerà l’ennesima delizia gustativa… ecco che ti frega con un verme, o scopri che dentro può essere marcia…

Y sarebbe sicuramente una mela. Perché la mela è un frutto affidabile, con qualche ottimo pregio e pochi difetti. Perché in fondo di mele ce ne sono di tantissimi tipi, come in fondo sono le sue facce una volta che la si guarda davvero da vicino. Perché se ne mangi sempre, di mele, poi ci si stufa e si sente il bisogno di provare altri frutti.

Z sarebbe l’uva. Perché l’uva è la regina della frutta, contiene tantissime vitamine, minerali e dona tantissima energia. Perché l’uva è il frutto più ricco di tutti, il migliore. Perché, anche se non si direbbe mai, dall’uva ci si può ricavare il vino che dà alla testa e fa ubriacare. Perché se mangi l’uva non avresti quasi bisogno di altro per sostentarti.

Perché ce n’è di verde, gialla e rossa.

J sarebbe la mora. Perché singolarmente una mora non conta nulla, non soddisfa, quasi non si assapora. Ce ne vogliono in quantità affinché si possa attribuirle delle doti. Perché la mora è mora come lei. Perché alcune qualità lasciano dei semini in mezzo ai denti che danno un po’ fastidio. Perché, in dosi troppo elevate, tutta quella dolcezza si trasforma in… dissenteria.

K sarebbe un fico. Sia per l’assonanza con… l’accezione femminile di tal frutto (che è imprescindibile quando si parla di lei, perché scatta subito l’associazione mentale al suo sesso)… Sia perché è dolcissima, ma delle volte, per sbucciarla e potertela mangiare, ti devi come minimo impiastricciare tutte le mani con della colla che ti finirà anche nelle unghie, e ci resterà per parecchio tempo. Così non potrai dimenticarti di lei facilmente. Poi i fichi saziano molto e riempiono parecchio la pancia. Cosicché, quando si è con lei, non si pensa a nessun altra.

W sarebbe una susina. Perché… sì, sono bellocce, tonde, gialle e rosse. Vivaci all’occhio. Però ne butti giù una, la assapori, ti lascia soddisfatto, ma dopo poco già te la sei dimenticata. Allora ne ingurgiti subito un’altra, che ti fa l’effetto della prima. E così via, andando avanti teoricamente all’infinito. Ma non si procede mai troppo oltre. Perché, per quanto dolce possa essere, ti rendi conto che è, e sarà sempre, troppo annacquata. Dunque lei andrà bene solo per un appagamento momentaneo. Niente di più. Alla fine ti renderai conto che non può offrirti nulla di speciale.

E io chi sarei? Forse un kiwi. Perché uno non immaginerebbe mai che quella cosa marroncina un po’ spelacchiata possa esser dentro così bella e deliziosa… 😉

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