bruciare


perché non si può

ardere in eterno

nelle fiamme della passione

ogni ora

ogni dì,

assaporarne la linfa

fino a comprenderne

l’esatta essenza

e divenir infine

quell’essenza?

scarmigliare

i delicati capelli

di quella donna

fattasi dea

che ora giace

nel letto

dopo dell’amore

le fatidiche fatiche

suggere

dall’arcaica mammella

nutritrice

fin quando si vuole

e si è soddisfatti

per questo i neonati

sono gli unici felici,

e non lo sanno

poiché inconsapevoli!

tirar su

l’acqua dissetante

da un pozzo profondissimo,

da un suo secchio;

berla

e rigettare poi il secchio

nell’antro nero infinito

che sempre l’ha contenuto

ardere

e farsi ardere

dalle fiamme dell’inferno…

come posson esse

esser davvero dannose?

non ci credo!

questa è solo una menzogna

per allontanar

dai sollevanti piacer

capaci di donar

apogelica ebbrezza rivelatrice…

non può un fuoco

esser in fondo reo

poiché ogni fuoco brucia

e energie consuma

e libera

e consuma materia

la quale si trasforma

accelerando il suo percorso,

facendosi impercettibilmente ratta

per diventar altro…

e come può

questo

esser male?

bere

dalla fonte

nella quale si urina

creando quel circolo

anelato

vero fulcro dell’esistenza inspiegabile…

come può la chioccia

aver generato il primo uovo,

se essa stessa fu uovo

scaturito da altra chioccia?

offrire il braccio

al Serpente antico,

essere con lui gentile,

dirgli:

se è questo che vuoi,

prenditelo amico;

io non mi oppongo,

io te lo do volentieri

quel che desideri…

lasciando affondare

gli aguzzi suoi denti,

sperimentando

quella lieve morsicatura

che estasia

e deprime di terrore,

poiché annunciatrice

della morte che verrà

mai annunziata

ma la verità

in realtà

io la so e la comprendo,

ed essa è che

in questo mondo crudele,

in questo deserto dei sentimenti,

seguirà sempre una notte

implacabile e gelata

a una giornata folle

in cui il fuoco è avvampato

e ci ha empito

colmandoci di fugace delizia

che quando sarà smarrita

sarà ancora rimpianta

e ce ne vorrà dell’altra

e io, amici,

a quel crudel pensiero

tremo a sapere

che un giovane diverrà vecchio

e forse ne avrà ricordo,

oh fiamme eliopiche,

centripede, auliche,

intorpidenti…

brucia, brucia, brucia

e cenere resta

laddove

era la vita

e ora piango

e non ne ascrivo il motivo…

perché or piango?

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