Thank you for smoking (si fottano le industrie del tabacco)

Voto del film: 6.

Ho passato la prima mezz’ora a combattere contro la rabbia che il film, e l’argomento del film, e lo spregevole protagonista del film mi provocavano. Ma ammetto che questa cosa mi sia successa solo per una mia inalienabile idiosincrasia all’argomento “fumo” e per chi usa la retorica semplicemente per confondere le menti delle persone (stupide).

Sì, perché la pellicola è la classica commediola (vagamente impegnata) americana. C’è un lui, mentitore, baro, puttaniere, fumatore (insomma tutti i difetti) in pubblico come in privato, che dovrebbe risultare ai più simpatico, che si guadagna da vivere sparando un mucchio di cazzate in difesa delle industrie che producono sigarette (e quindi cancro). La trama ve la risparmio (ma ovviamente si risolverà a lieto fine, anche se il protagonista non potrà fumare più nemmeno una sigaretta, pena la morte istantanea).

Ogni tanto si ride con qualche battuta di gusto cinico.

 

Critica

Questo film fu brillantemente confezionato in poco tempo all’indomani della prima storica condanna giuridica alle industrie del tabacco. Ma stranamente, per la sua realizzazione non fu scelta la strada drammatica (che avrebbe avuto effetti ben più dirompenti), ma quella ironica e canzonatoria (anche di coloro che avrebbero dovuto essere i paladini della lotta contro il fumo).

Il risultato che rimane in bocca è quello del: “Ma in fondo una sigaretta in più o una in meno che differenza fa?!”, o anche “Scordamose o passato! Quel che fatto, è fatto!”, o anche “Ma in fondo sti cazzi della salute… Tanto in un modo o nell’altro si muore comunque, no? Tanto vale allora morire con qualche bel cancretto ma dopo essersi goduto tutta una vita di stravizi fumosi!”…

Ecco perché per me questo film è pericolosamente diseducativo se si guarda all’implicito e qualunquistico messaggio che lancia… Per il resto è molto ironico…

 

Curiosità

La cosa divertente è che personalmente mi sono sempre chiesto come mai nessuno avesse mai fatto un film sulle morti che provoca il fumo… Perché io, avendone avuto la possibilità, lo avrei sicuramente realizzato (e ci sarei andato giù bello duro!). Questa pellicola risponde (forse) parzialmente a questa domanda (ancora non si può andare addosso a questi grandi monopoli poiché sono tuttora troppo influenti?).

Però spero che un giorno il ciccione barbuto americano (di cui, mi scuserete, non mi sovviene il nome in questo momento… Moore?), che spesso realizza dei docu-film sul mondo sbattendosene altamente delle grandi lobby, possa interessarsi anche a questa questione e trattarla come meriterebbe…

 

Curiosità 2

il biondo protagonista di questo film mi ha ricordato parecchio il famoso attore di “Dirty Dancing” morto non molto tempo fa, guarda caso, di cancro. Sarà stato davvero un caso?

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