Fallocentrismo

 

 

Mi alzo, al solito, la mattina alle sette con il mio pomparuolo in erezione. Mi dicono che sia una cosa normale e che avvenga per motivi (idraulici) noti. Fattostà che è una cosa che mi inorgoglisce sempre, e mi da la carica per affrontare la giornata con la giusta predisposizione. Vorrei che in questi momenti Loredana fosse qui (così le farei vedere io!); però, a dire la verità, mi accontenterei anche di qualchedun’ altra di cui a volte fantastico, come qualche collega del lavoro…

Vado in bagno e, dopo il caffè, immediatamente, evacuo (ormai è da anni che è così). Poi mangio un cornetto che la filippina mi ha preso al bar qui di sotto (che li fa buoni), e indosso un cambio pulito. In genere non mi lavo, perché non è necessario. Infatti, se ci si cambia e ci si mette un po’ di profumo, ritengo che le operazioni di pulizia siano solo una perdita di tempo. Poi, anche lì… non è detto che mi cambi tutto ogni mattina. I calzini sì. Quelli per forza, li devo cambiare. Quando la sera torno a casa e mi levo le scarpe… sento una puzza che mi fa pensare che i formaggi siano fatti con i piedi (e chissà che non sia vero, sotto sotto)… Le mutande normalmente… una volta a settimana. La camicia dipende da quanto si vede, e senta, che sia sudata. La maglietta idem, ma meglio cambiarla quasi tutti i giorni. Ah, poi i denti, avendo io un bel sorriso naturalmente bianco, li lavo quando mi aggrada, cioè giusto al mattino, in genere, se ne ho voglia, dopo il caffè e il cornetto di cui sopra (ma velocemente, per non perdere l’ aroma del caffè nell’ alito).

Vado a lavoro con il mio gippone grigio metallizzato. È una macchina della madonna che tutti mi invidiano. Mi scoccia solo che si debba scalare come una montagna. Infatti ha un gradino da salire, che non tutti sarebbero in grado di oltrepassare. È quasi una sorta di antifurto di per sé… Lo ebbi come dono di nozze dal mio vecchio, che nell’ occasione si dimostrò molto intelligente nel capire quali fossero le mie reali esigenze di uomo in carriera…

Al mattino passo sempre davanti all’ obelisco, che in assoluto è il monumento di questa città che è il mio preferito. Gli altri non li ho mai capiti… Che bellezza c’ è nel vedere qualche rudere che cade a pezzi, o un quadro che delle volte è così simile alla realtà che uno si chiede… ma perché non hai fatto una foto?, mentre altre volte con la realtà non c’ entra un fico secco, e allora uno si chiede… ma che ti sei pippato, amico?… Invece l’ obelisco mi da un senso di completezza e di sicurezza che non saprei spiegare. Vedere che un affare del genere si stagli verso l’ alto, e che voglia raggiungere il cielo e quasi sfidarlo… credo che sia qualcosa di molto artistico, e di molto vicino a me.

Quando arrivo con la mia solita mezz’ oretta di ritardo (come se quello fosse il mio orario vero) trovo i soliti colleghi che mi accolgono e che costringo a riaccompagnarmi a prendere un altro caffè (anche se loro lo hanno già preso). È gente simpatica, tutto sommato, anche se un po’ borghesuccia. Comunque mi ci trovo bene. Insieme commentiamo sempre le ultime voci di mercato, gli avvenimenti sportivi, i titoli delle ultime notizie (personalmente leggo solo quelli, di solito, perché ho così poco tempo… a meno che la notizia mi intriga particolarmente, perché in quel caso la assorbo con voracità e poi non vedo l’ ora di andarmela a rivendere con gli altri colleghi, o forse dovrei dire dipendenti, dato che io sono quasi per tutti il loro superiore). Poi, certo… è immancabile che si commentino i culi delle donne che passano. Pure le donne lo sanno. Lo sanno perfettamente che se per caso passano in quella zona a delle certe ore, è molto probabile che ci incontrino belli sorridenti che gli guardiamo il culo. E loro continuano a passare comunque. Quindi, evidentemente, gli piace. Anche alla Lisa, alla quale sono sicuro di non essere troppo simpatico (e pensare che non le ho mai fatto nulla di male, l’ ho sempre trattata come tratto tutti quanti, ma prima o poi vedrai che mi capiterà sotto e che mi toglierò qualche piccolo sfizietto pure con lei)… Spesso incontriamo Giovanna che, avendo due bambini piccoli, fa sempre tardi (certo, è comoda come scusa, vero? allora anche io faccio due bambini e poi a lavoro faccio come mi pare, giusto? Certe donne vorrebbero fare sempre a modo loro, e vorrebbero che gli altri fossero al loro completo servizio invece… Giovanna dovrebbe saperlo che è già tanto se non l’ abbiamo mandata mia, perché sappiamo che d’ ora in poi sarà solo un peso per la società…). Comunque si chiude un occhio su Giovanna (perché si è buoni), ma, quando mi succede di incrociare il suo sguardo in queste occasioni, allora non resisto a dirle cose del tipo "A quest’ ora si viene? Non è un po’ tardi?", o a fargli la faccia arrabbiata, o a uscirmene con la storia del ritardo nelle nostre riunioni, anche quando non c’ entra nulla, a tradimento… E lei fa quell’ espressione estremamente imbarazzata, diventa rossa, e accampa le solite scuse. È divertente osservarla come si contorce e come, se potesse, vorrebbe scomparire sotto un sasso…

Poi c’ è il culo della Betty. Ecco, lei ci sa fare. Si veste sempre con i tacchi alti, indossa jeans attillati, (le gonne quasi mai perché ha le gambe storte), spacchi generosi sul davanti (stupendi nel lasciar intravede anche le tonsille, che quando si piega in avanti, per qualche motivo… me lo fa venir duro… ma che comunque non è che me le abbia fatte mai vedere, o meglio… qui la storia è complicata… perché io in realtà glie le vidi, quasi subito, appena la conobbi, ma poi non glie le ho più volute vedere perché glie le preferisco così… infatti non è che siano un granché dal vivo, sono due cosette mosce che neanche a tenerle in mano… Il push up fa davvero dei miracoli… Insomma io, da quel giorno preferisco farmi attizzare da lei ma non "consumare" perché… è più eccitante così, chiaro?). La Betty ha anche quel suo immancabile rossetto vivace (che conosco molto bene, e che forse dovrebbe cambiare perché non viene così facilmente via da un pene bagnato)… In realtà la Betty è stata per due anni la mia amante ufficiale, e non è stato affatto difficile con lei, perché lei è una donna di mondo e sa come funzionano le cose. Se vuoi stare qui senza problemi me lo devi succhiare, chiaro? E lei lo sa perfettamente e sembra pure felice di averlo fatto tutte le volte che glie l’ ho chiesto. La Betty è un amore! Quando mi stanco di lei, allora mi regala un trucco nuovo, o uno sguardo languido di sfuggita, o un gesto osceno, e io, come un bambino, torno a desiderarla… Non saprei come fare senza la Betty. Lei colma tutti i vuoti possibili che io possa avere. Quella volta l’ ho fatta vestire pure da infermiera… però basta parlare di lei, che questa non è mica la storia della Betty. È la mia storia!

Io sono soprattutto un supervisore, amministratore di risorse, manager decisionale (insomma ho una serie di ruoli molto importanti per la mia azienda). Gran parte del mio lavoro la passo… discorrendo con la gente. Della volte sembra che io cazzeggi e che non sappia che fare, ma non è affatto così. Perché, anche solo quando io faccio una battuta o uno scherzo, in realtà potrei star valutando la prontezza di una persona nel rispondermi, o l’ utilità che essa abbia per la nostra grande azienda… Per questo, so che (purtroppo) io godo della fama di "stronzo", cosa che un po’ mi dispiace, ma che mi fa quasi piacere da un certo punto di vista, perché vuol dire che sono rispettato e temuto, e queste sono due importanti premesse per fare bene il proprio lavoro.

Ultimamente mi sto concentrando su Bruno, un negro che non so come sia entrato a far parte della nostra accogliente "famiglia". È di origine francese (e non ho mai capito che cazzo ci sia venuto a fare in Italia), e da noi fa il traduttore. E sarà pure bravo in francese (questo non lo so, io con le lingue non mi ci piglio, pure con l’ inglese…) ma in italiano è una frana (per questo ho già fatto pressione a mio padre per cambiarlo, ma lui invece ne è sorprendentemente contento, e dice che, per quello che gli serve, va benissimo, e anzi se lo tiene stretto perché costa davvero molto poco. Ma io pensò che avremmo potuto trovare magari almeno un francese di merda di pelle bianca, no?). Bruno è un po’ timido, forse per la lingua, forse perché è negro e si sente giustamente strano. Potrebbe essere anche frocio, a dir la verità. Se così fosse lo sommergerei di merda (sarebbe quello che si merita!). Già ora le mie battute più pesanti le rivolgo a lui. Gli ho chiesto se fosse vero che i negri ce lo avessero più lungo e gli ho fatto ammettere che non è così (la mia teoria è che sia una voce che loro stessi abbiano messo in giro per fotterci le donne, o per farci credere di essere meglio di noi… bastardi schifosi!). Pensate che un giorno, gli ho fatto credere che se non mi avrebbe mostrato il suo uccello nero all’ istante, io lo avrei cacciato via sul serio! E lui ci ha creduto! Allora ci siamo diretti in bagno e abbiamo sprangato le porte in modo che nessuno potesse entrare. Poi lui, imbarazzatissimo e timoroso che chissà cosa gli avrei potuto fare (ma per chi mi aveva preso?!), si è calato i pantaloni e poi pure le mutande, e l’ ha tirato fuori. Io, allora, sono stato rapido a fargli una foto con il cellulare e ad andarmene ridendo, dicendogli che l’ avevo solo preso in giro e chiedendogli ancora come avesse potuto pensare che lo avessi mandato via se non me l’ avesse fatto vedere… Poi ho fatto subito il giro dell’ ufficio per far vedere quella foto. A tutti ho chiesto, secondo loro, di chi si trattasse (e li ho aiutati dicendo che lo conoscevano). Alcuni hanno indovinato al volo, ma altri non sono riuscito a convincerli che fosse davvero suo, quel tronchetto nero nella foto. Lo sto facendo vedere anche alle donne. Faccio loro lo scherzo di chiedere di aiutarmi a capire di cosa si tratti, e loro, generosamente, subito mi si accostano. Poi, chi prima, chi dopo (alcune si vedeva che proprio non ne avevano mai visto uno di quel colore), tutte capiscono che quella è una foto oscena, e allora fuggono via paurose (alcune ne hanno riso, altre se ne sono andate sdegnate, e loro sono state le più gustose da giocare…).

L’ altro giorno eravamo rimasti solo io e Bruno nell’ ufficio (perché lui doveva finire una traduzione che io dovevo consegnare urgentemente). Allora, dopo essergli stato col fiato sul collo per due ore, per farlo rendere di più, mi è scappato di toccargli il polso. L’ ho fatto senza accorgermene. Ed è successa una cosa molto strana. Ho sentito che aveva la pelle calda e delicata, come quella di una donna, o di un bambino. La cosa mi ha quasi shockato, perché ho pensato che anche lui (vi sembrerà strano…) potesse avere una sua bellezza. E io, in quel momento l’ avevo percepita… Se devo essere davvero sincero (ma che la cosa rimanga tra noi), ho avuto l’ impulso di averci un rapporto sessuale… Ma come si fa con un uomo? In quel momento di pazzia vi giuro che mi sarei inginocchiato e glie lo avrei succhiato, per sentire se anche lo sburo di un negro ha lo stesso sapore di quello di un bianco… E anche se fosse stato acre più del mio… io lo avrei ingoiato tutto… Ma questo è stato solo un momento, eh! Non pensiate che io sia un recchione rottinculo!…

Del lavoro che altro dire? Giusto un altro paio di cosette… La prima è che ci saranno altri tagli nella nostra azienda e la strategia, al solito, è di spremere il più possibile le persone e poi buttarle via, anche perché poi, quando le cacciamo, loro stesse saranno più contente di andarsene. Quindi, anche se loro non lo sanno, gli facciamo pure un favore… Eh! Come è dura fare il lavoro sporco e non avere quasi nessuno che ti apprezza! D’ altronde non si è mai profeti in patria, no?

Per quarto riguarda la gente da tagliare ho già in mente dei candidati possibili. Sono quasi tutte donne, ovviamente. Primo, perché se ne trovano tante pronte a subentrare, magari con un part time sottopagato, che si sentono in dovere di fare degli straordinari non pagati (in modo che di fatto facciano poi un full time); secondo, sono più ricattabili, e uno come me deve pur tenerne conto.

Ultimamente sto pensando ad Evelina del primo piano. Segretaria inappuntabile, sempre precisa, non c’ è che dire. Solo che ci ha tenuto a stabilire con me sempre solo un rapporto freddo, senza concedermi mai la sua vera stima o simpatia. E io non sto nella pelle dal comunicarle che "…purtroppo la nostra azienda, come saprai, non se la passa più tanto bene. C’ è la crisi e stiamo pensando a dover effettuare dei tagli…", vedere la sua faccia che si rabbuia e che poi capisce, mentre avanza la certezza che sta perdendo il posto. Vederla piangere perché ha due bambini (pure lei! fate! fate i figli! Che poi non avete nulla per sfamarli!), è vedova, e un mutuo pesante da dover pagare (la banca glie l’ aveva mischiata bene assicurandole che un tasso variabile fosse sempre da preferirsi ad uno fisso)… Allora io non le dirò le ultime parole, e aspetterò. Aspetterò che lei dica "…come è possibile?!" e che sia risentita (dal principio) con me, e che poi capisca che sono l’ unico che la può salvare. Allora io le dirò che lei non è mai stata buona con me, e lei mi giurerà che mi ha sempre rispettato e apprezzato… Allora me lo dovrà dimostrare e, ancora con le lacrime agli occhi, mi farà vedere che cosa è disposta a fare per tenersi il posto… E la mia vendetta su Evelina sarà completata… Poi è ovvio che non è detto che non la caccerò più via. Dipenderà da come mi gira quel giorno…

Poi c’ è la Giusy. Con lei sarà semplice semplice. Perché da quando ha perso i genitori è molto fragile e sulle soglie della depressione. Con lei sarà uno scherzo… E se la facessi diventare la mia schiavetta? Ha un’ aria da persona così rispettabile… che mi intriga molto il poterla pervertire per i miei sollazzi…

Per il resto il mio lavoro un po’ mi annoia (lo ammetto). Allora mi butto su internet. Conosco tutti i siti porno, ma tutto quell’ oscenità credo che sia controproducente, perché ci sono giorni che non mi si rizza. Ho capito che sono assuefatto al porno classico e mi ci vuole quello estremo… Quello, devo dire che è interessante, e ha sempre qualcosa da dirmi… Ultimamente mi sto orientando sul versante sadomasochistico… Ma ci sarebbe troppo da dire su queste cose… Semmai un’ altra volta ne parliamo, va bene?

La mia vita sentimentale invece non è che vada molto bene. Se non si è capito sono divorziato (ma il mio avvocato è riuscito a non farmi sborsare nemmeno un euro per il mantenimento della mia odiosa ex moglie; è riuscito, tramite dei graziosi giochetti finanziari a farmi risultare come nulla tenente! È un genio quel tipo! I soldi che do a lui (invece di darli alla mia ex) devo dire che se li merita tutti!).

Attualmente sto con Carlotta. L’ ho adocchiata il suo primo giorno di call center (prima che altri potessero soffiarmela). Quando sono riuscito a farle capire che ho i soldi, alla fine sono riuscito ad ottenere che smettesse di lavorare. L’ ho mandata a vivere in un appartamentino in periferia (ammetto di essermi lasciato prendere la mano con lei, e che se ci avessi riflettuto per bene non avrei mai fatto un gesto così avventato) ma comunque, è placido che sia tutto intestato a me (o meglio ad un mio prestanome), e quando me ne stuferò… raus! La manderò via senza troppe smancerie.

Mi innamorai subito di Carlotta perché la vidi così deliziosamente fragile (si era appena lasciata) e stupida. Stupida perché crede a tutto quello che le dico. Mi crede quando le dico che purtroppo la mia ex moglie mi da ancora dei problemi, non mi concede il divorzio, e che quindi non la posso sposare. Mi crede quando le dico che non se ne parla di fare un figlio fuori dal matrimonio (perché io credo sul serio in certi valori!). Mi crede quando le dico delle mie riunione di lavoro, che in realtà non sono altro che delle vacanze che mi prendo da lei, in favore di alcune brave puttane che mi vanto di aver scoperto per primo personalmente in certi bei club privati. Ci sarebbe anche qualche trans effettivamente… Si, lo so che prima ho detto che i froci mi fanno schifo e che non potrei mai andare con uno di loro ma, a parte che con i trans è diverso, vi devo confessare che prima… mentivo (qualche volta lo faccio…). Delle volte sono andato con i trans, ma solo per vedere cosa si prova… D’ altronde uno del mio lignaggio deve pur sapere che cosa voglia dire metterlo nel culo ad un uomo, o anche farselo mettere, e io, modestamente, ho voluto provare tutte e due le cose, e vi confesso che non è niente di speciale… La particolarità consiste proprio nel sapere di stare facendo qualcosa di molto sporco e riprovevole, qualcosa che se qualcuno scoprisse, mi rovinerebbe la carriera (si fa per dire…), qualcosa che pubblicamente ripudiò e disprezzo con tutto me stesso, ma che privatamente godo, e soprattutto nell’ insozzare l’ immagine della moralità che tutti quanti hanno. La mia teoria e che chi va con un trans (e non è malato) lo fa per sovvertire le regole e i valori cristiani delle nostre famiglie, per pisciargli sopra ed affermare che, chi può, fa come cazzo gli pare (e io posso). E gli altri devono stare zitti.

Per cui, delle volte non è dispiaciuto neanche a me farmelo mettere tutto dentro e provocarmi delle escoriazioni che ho dovuto curare con pomate e ghiaccio. La cosa bella è che ho scelto di farlo, ho scelto di soffrire e di farmi sodomizzare, cosa che normalmente non  concederei mai a una donna (semmai il contrario, sono io che le umilio in ogni modo che mi venga dalla mia mente ormai deviata…).

Comunque, ci tengo a sottolineare con tutto me stesso, che non sono assolutamente un gay, okay? Anzi! Sono un grandissimo puttaniere, e in vita mia tutte le donne con le quali sono stato sono state tutte puttane (e non sono forse le donne tutte puttane? Eh, mi scuserete la facile battuta e il gioco di parole semplice semplice che mi è venuto… Mi vengono così… Sono un mezzo genio, credo…).

Si parlava di Carlotta… Di Carlotta mi colpirono subito i suoi grandi fianchi di donna, che immediatamente me la fecero immaginare nel momento in cui si fa l’ amore, e precisamente in cui io gli affondavo dentro, spezzandola in due… Ne ebbi quasi una visione mistica (come quelle dei santi). Per forza dovetti mettermici assieme subito, altrimenti io quella lì non l’ avrei mai avvicinata…

Carlotta è una abbastanza seria. Per trombarla devi essere il suo ragazzo, altrimenti… nisba! Proprio non te la da, e neppure te la fa annusare…

È da due anni che sto con Carlotta e non capisco ancora come lei possa amarmi… Perché lei è così stupida che mi ama! Ma tu pensa! Come se esistesse l’ amore tra uomini e donne! È chiaro che l’ uomo vuole solo scopare, no? Questa è la sua unica preoccupazione. Mentre alle donne è affidato il compito di fare i figli, per continuare la specie. Sta a loro scegliersi il miglior partito possibile, cercando di ciurlare gli uomini. Mentre sta a noi fotterle, ed evitare il loro gioco, riuscendo solo ad inzuppare il biscotto. È questo in realtà il gioco. Il resto sono tutte menate messe in giro da sociologi comunisti frustrati che non sanno come campare senza rompere l’ anima al prossimo… Che si fottano tutti, questi cialtroni!

Carlotta mi fa quasi pena perché pensa al "nostro futuro". Ma quale futuro, dico io?! Sono certo che un giorno smetterò di provare attrazione per i suoi fianchi, magari lei invecchierà (già adesso ha le tette che le calano a picco e che tra un po’ le arriveranno alle ginocchia, ha un culo nel quale la sua ciccia sta mettendo su una comunità di adipe lussureggiante, e il trucco sulla sua faccia non riesce più a coprire lo scorrere degli anni, che tra un po’ la sfigurerà per sempre)…

Comunque il sesso con Carlotta non è che vada alla grande. Non so perché ma è una cosa teorica, platonica (ed è strano che proprio io dica una cosa simile, io che una volta mi sono scopato anche una bambina in un viaggio a Bancog, o come cazzo si scrive, e anche con grande gusto!). Il fatto è che Carlotta mi attizza, ma prima che lei si spogli (forse c’ entra questo), che mi faccia vedere i peli della sua fica pelosissima e arruffatissima, il seno molle, e il culo decadente… E poi succede che quando la penetro… o vengo subito, oppure addirittura faccio cilecca. E mi duole dire che le ultime due volte è successa quest’ ultima tragedia, e da allora, per paura che mi possa succedere per la terza volta, non la tocco più e neanche le chiedo di farmi qualche servizietto (ho provato a chiederle che lei si fingesse chissà chi, in qualche situazione erotica piccante, ma lei non ci è stata… Non è mica come la Betty… lei sì che è brava…).

Da allora prendo il viagra, che è davvero una bomba… Quando assumo quella pillolina azzurra il mio cazzo diventa così duro che credo che mi sfonderebbe le mutande e i pantaloni se non lo liberassi, e dopo, non c’ è storia, lo devo soddisfare… devo soddisfare la sua fame, con una donna, un trans, o con le mie mani… ma ci devo dare giù, altrimenti non mi si ammoscia per ore (e con quel coso duro tra le gambe non si può nemmeno guardare il grande fratello in pace, a parte che lì c’ è pure Alessia Marcuzzi, che è già di per sé un invito alla violenza sulla donne…). Certo, delle volte, ho avvertito dei dolorini al petto, delle volte mi è mancato il respiro per lunghi minuti, e ho sentito il mio cuore che sembrava che volesse scoppiarmi… Allora mi sono spaventato… Mi è presa una paura che mi è venuta la cacarella… Immaginatemi sulla tazza del cesso che la faccio liquida, spandendola dappertutto, mentre ancora il mio attrezzo mi perdura in quell’ eccitazione… Non fa ridere come scena?… Ma poi ho visto che sono tornato normale… Comunque io al viagra non ci rinuncio (è troppo forte!) e credo che ormai mi sia irrinunciabile quando vado con qualcuno… Lo uso sempre (anche se non l’ ho mai usato con Carlotta, perché temo che se fallissi anche in quel caso, la stima che ho di me mi finirebbe sotto le scarpe)…

Prima di Carlotta c’ era Elisabetta, che in fondo era un po’ il tipo di Carlotta, nel senso che era molto ingenua (ma non quanto lei) e mi voleva pure sposare. Il fatto è che lei fu scorretta con me. Elisabetta la frequentai per sei mesi e non mi disse mai che aveva una bambina piccola. Poi un giorno mi condusse a casa sua (e io pensai che finalmente mi avrebbe concesso qualche giochetto particolare) e mi mise di fronte al fatto compiuto… Io ero appena entrato in casa sua, e la porta dietro di me era ancora spalancata. Lei mi disse: "Ti presento Silvia, la mia bambina… Scusa ho la roba sul fuoco… Tu entra e accomodati…". Si diresse di corsa in cucina (si sentiva dietro il fischio di una pentola a pressione che stava per esplodere) e mi lasciò con quello sgorbietto che non vedeva l’ ora di chiamarmi papà… Ah, ma io non ci sono mica stato! Senza neanche pensarci una volta, ho fatto dietro front e me ne sono andato via. Poi non l’ ho più vista, Elisabetta. Tempo dopo, da amici comuni, ho saputo che ci era rimasta male e che per un mese rimase chiusa dentro casa a piangere… Ma io che potevo fare?! non mi posso mica sobbarcare i pargoletti degli altri, io! See! Figuriamoci! Nemmeno penso ai miei! Chissà quanti figli bastardi ho disseminato nel mondo! Chissà tutte le puttane che ho convinto a farlo senza preservativo… quanti eredi mi hanno dato! Chissà tra quelle che ho violentato quanti pargoletti ho lasciato (non è che le abbia proprio violentate, no! Qualcuna diciamo solo che non ci stava più, e allora giù botte…, mentre altre le ho narcotizzate come in quel film che avevo visto, ma non è che mi sia piaciuto molto perché è stato farlo come una morta… Una volta l’ ho fatto con una morta… Una volta con una vecchia… ma mi sto perdendo…). Non ho alcun rimpianto con Elisabetta. È lei che tentò di fregarmi. Io semplicemente evitai che mi sfottesse… Un particolare curioso della vicenda sapete qual’ è? È che delle notti mi sono sognato la faccia di quella bambinetta, sua figlia, che mi guardava con gli occhi dei bambini africani che muoiono di fame… E non mi spiego come possa accadere… dato che io sono impermeabile a queste cose…

Comunque, dopo tutte queste scopate che mi faccio, non c’ è niente di meglio che una bella bistecca di manzo per rifarmi il sangue (e qualcos’ altro). Mangio sempre carne. Dalla mattina alla sera. Sempre una bella bistecca al sangue, con molto sale sopra (sennò che gusto c’ è?). non capisco quelli che mangiano il pesce. È troppo delicato il pesce… Invece la carne mi sazia e mi riempie lo stomaco. Poi una volta vidi il filmato di dei bovini portati al macello, e da allora ho ancora più gusto a mangiare la loro carne. Mi sembra di addentargliela subito dopo che li hanno scannati… Mi sembra di partecipare anche io al massacro… Che bello, quello spettacolo!… Ancora me lo ricordo! Tutto quel sangue! Quelle bestie smembrate ancora vive!… Una volta lo voglio fare anche io… Mi devo ricordare di comprarmi una fattoria…

E veniamo ad adesso. Il mio racconto è quasi finito. Mi trovo ancora in ufficio e lo sto scrivendo in questo preciso momento. Non c’ è rimasto quasi nessuno. Nella mia stanza c’ è solo un capellone ippy (o come cazzo si dice) che sta smanettando lì in fondo per installarci un programma di cui abbiamo bisogno. Non so neppure come si chiama, lo stronzo. Germano, Gianmarco, Everardo, o boh! Non riesco a ricordare il suo nome (che comunque è un nome del cazzo). Ogni tanto lo adocchio e lui sembra che se ne accorga. Mi pare quasi che sorrida di me, come se sapesse quello che sto scrivendo (ma questo è impossibile). Fosse per me lo caccerei via immediatamente urlandogli dietro se gli sembra che quello sia il modo di vestirsi (io indosso sempre giacca e cravatta, ovviamente, e lui è uno schifo!)… Ma il sistemista dice di tenercelo buono, che ci serve… E allora mi tocca sopportare la sua faccia sarcastica, con quell’ espressione… di quello che ha capito tutto e che si sente meglio di me (quando è lapalissiano che sia il contrario. Guarda come va in giro quello zingaro!).

È tutta le sera che squilla il telefono. È Carlotta che mi rompe i coglioni e che vuole sapere circa quella cenetta che le avevo promesso ma di cui poi mi sono dimenticato. Prima o poi le dovrò rispondere (l’ ultima volta si è incazzata quando le ho detto che ero stato tutto il giorno in riunione. Non ci ha creduto… D’ altronde chi ci crede che uno possa stare sul serio tutto il giorno in riunione? E a fare che?!).

Mi piace scrivere. Perché mi fa sentire superiore agli altri. Parlo sempre di me e della mia vita (che è l’ unico argomento che mi interessi). Un giorno, tra qualche anno, pubblicherò i miei scritti (chiaramente cambiando tutti i nomi). Conosco già un editore, mio amico, che mi ha giurato che pubblicherà tutto quello che voglio… Ma prima, questo scritto, non deve uscire. Se per caso fosse reso pubblico in questo momento, con questi nomi, la mia vita subirebbe un grosso danno… L’ unica persona di cui non ho parlato male, mi rendo conto, è quel vecchio sodomita di mio padre, che da un po’ è diventato incontinente, indossa il pannolone (e ciò lo rende ancora più ridicolo), ed ha la prostata spanata come se avesse avuto dei rapporti sessuali con un elefante… Eh! Eh! Chissà che non sia così…

Ecco che risquilla il telefono… Se arriva a trenta squilli, mi alzo, esco dalla stanza, e le rispondo (così non mi rompe più). Ne sarebbe capace. Il suo record è ventuno squilli…

Che cazzo si ride Germano?

Ecco, rispondo…

2 pensieri riguardo “Fallocentrismo

  1. E sempre a proposito di donne che hanno gusti opinabili in fatto di uomini: quale donna potrebbe innamorarsi di un essere simile? E chissà quanti uomini tipici con giacca e cravatta nascondono una personalità trasandata e sporca (questo qui del resto nemmeno si lavava). Impossibile innamorarsi di soggetti così… eppure c’è chi ci casca.

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    1. esatto. questi uomini sono professionisti della menzogna. e purtroppo sovente le donne non guardano tanto i fatti ma le parole o i gesti eclatanti… un ti amo buttato là o un mazzo di rose fanno miracoli…

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