Fowles: Mantissa, La donna del tenete francese

 

 

Di J. Fowles ho letto i seguenti libri (in questo ordine): Mantissa, La donna del tenete francese.

Se si legge la quarta di copertina del primo libro si rimane delusi perché si pensa che si sta per leggere un romanzo di sottile erotismo, mentre non è affatto così. Effettivamente nel primo capitolo si potrebbe avvalorare questo pensiero, quando al protagonista viene detto che dovrà seguire una terapia a base di massaggi erotici per stimolare la sua memoria menomata (perché gli orgasmi lo aiuteranno!) e la stessa affascinante dottoressa e la focosa infermiera mulatta gli danno delle prove pratiche (il sogno di ogni uomo, no?)… Però poi nei capitoli seguenti Fowles si diverte ogni volta ad alzare la posta in gioco (sovvertendo o arricchendo quanto aveva già scritto) e si scopre che in realtà si parla del confronto ancestrale (e forse irrisolvibile) tra uomo e donna. E lo fa con una grande dose di ironia e cultura… Mantissa è proprio riferito a questo rapporto forse irrimediabilmente incompatibile tra l’ uomo e la donna (ma forse, se siamo maligni, può essere che sia riferito solo alla donna)…

Mentre il secondo libro ha anch’ esso al centro il rapporto tra un uomo e una donna e presente delle componenti molto ironiche ma è più simile a un tradizionale romanzo storico normale, piuttosto che a un saggio presentato come farsa teatrale. È la storia di un uomo di trenta anni circa, nobile, che si sta per sposare con la figlia ricca di un commerciante. Il suo è un matrimonio d’ amore (ma anche un po’ di interesse…). Un giorno i due vedono sulla spiaggia una ragazza "persa" sulla quale se ne dicono tante, in particolare che la poverina aspetti il ritorno impossibile di un tenente francese che l’ ha sedotta. Il protagonista avrà modo di incrociarla fortuitamente diverse volte e di vedere la sua istintualità e la profonda pena che la donna prova…

Ma anche questo romanzo è molto particolare (come il precedente). Infatti lo è innanzitutto per lo stile di scrittura in cui il narratore si stacca spesso dal racconto dei fatti e lancia delle digressioni sui personaggi stessi (che vengono dichiarati a più riprese finti ma che vengono poi considerati come se fossero veri), oppure percorre brevemente strade possibili in cui la storia sarebbe potuta sfociare in punti che, però, non vengono percorsi.

Ma il motivo di grande interesse del libro è rappresentato dal personaggio femminile della donna abbandonata. Fowles non lo risolverà semplicemente confondendolo con lo stereotipato ruolo della vittima ma ne fornirà particolari sconcertanti che, a mio parere, oltre a fare di lui un grande conoscitore di donne e del mondo, faranno assurgere al personaggio tutte le fattezze delle contraddizioni e le attrazioni che le donne sono in grado di esprimere, in particolare a occhi maschili.

3 pensieri riguardo “Fowles: Mantissa, La donna del tenete francese

  1. la donna del tenente francese andò fuori di testa perchè il tenente francese era uno strxxxo! Erano altri tempi, se dovessimo andare fuori di testa adesso per tutti gli strxxxi che incontriamo che ci rimane per quei poveri maschietti che non fanno parte di quella categoria? 🙂 Orgasmi per ritrovare la memoria? Ma se sono belli proprio perchè te la tolgono???? ahahahah

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