Inizio terzo tempo

 

 

Negli squallidi anni 80, gli anni in cui la cultura (italiana in particolare) iniziò un conclamato declino, c’ era però ancora una cosa che credo che si potesse dire che era molto meglio di oggi: la televisione. Perché? Principalmente perché ci si trovava un po’ di tutto: quiz, intrattenimento, un po’ di sport, un po’ di satira della società, informazione (molto meno assoggettata rispetto ad oggi), e soprattutto moltissimi film, dei generi più disparati, che passavano in particolare in prima serata infischiandosene dei bollini colorati (con al massimo un avvertimento circa la violenza di alcune scene). Si potrebbero dire moltissime altre cose sulla televisione di quegli anni (e su quella di oggi) ma mi voglio soffermare proprio sull’ ultimo argomento che ho citato: il film in prima serata.

I film la sera iniziavano alle 8:30. Anzi, per la precisione, mi sembra di ricordare che in genere iniziassero a quell’ ora, mentre certi canali li facevano iniziare alle 8:35 (come Rai1). Questo perché ci mettevano prima 5 minuti di pubblicità. Io leggevo i programmi tv sul giornale e mi faceva incazzare assai che tutti dovessero iniziare teoricamente alle 8:30 mentre certi iniziavano dopo…

Poi venne "Striscia la notizia" che tentò di inserirsi proprio in quella fascia oraria lì, a cavallo dell’ inizio del film e il programma che la precedeva. L’ obiettivo era rubare 1, 2, o più minuti alle altre reti nella speranza che poi si volesse rimanere lì, dato che i film altrove fossero già iniziati. Con molti culi e molte tette l’ operazione riuscì, tanto che la stessa venne infarcita sempre più di pubblicità, prima, mentre, e dopo. Tutti quanti i canali (anche la stoica Rai3) accettarono di adattarsi a questi nuovi eventi e di spostare un po’ avanti l’ inizio dei programmi serali.

Ve la faccio breve. Alla fine siamo arrivati alle 9:05/9:25 come orario di inizio dei programmi serali e l’ obiettivo delle 9:30 è ormai dietro l’ angolo. Così, lentamente, secondo dopo secondo, sono riusciti a rosicchiare un’ ora e ovviamente questo vuol dire un’ ora di più davanti al televisore, (un’ ora in meno di sonno) e un’ ora di più infarcita di pubblicità. Perché è questo il punto: la pubblicità. È per essa che qualcuno vorrebbe rendere l’ Italia come la Spagna (che ha una lunga notte loca).

E mentre si è accettato l’ assurdo assunto che ci possa essere la pubblicità anche all’ interno dei telegiornali (come se non potessero farne a meno!) la fininvest si è inventata pure di dividere un film in 3 parti!!!! Così non esiste più il primo e il secondo tempo ma le 3 parti e ciò non vuol dire 3 interruzioni pubblicitarie, bensì 6, una ogni 20 minuti circa!!!

Di fronte a questi avvenimenti il mio modo di reagire è sempre il solito: fottetevi! fottetevi! fottetevi (spero che queste mie genuine imprecazioni non mi impediscano un giorno di concorrere alla presidenza della fininvest, della Rai, o alla presidenza del Consiglio)!

 

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