Ho usato nomi di fantasia #4

Melinda

Curiosamente quello che mi schifò molto scoprire sul conto di Libellula non mi diede alcun dispiacere quando fui io ad essere coinvolto in qualcosa di simile (sì, sono un po’ vago ma non vorrei entrare troppo nel dettaglio…). Anzi, la cosa mi piacque molto e non determinò in me alcun senso di rimorso. D’ altronde eravamo solo dei bambini, non vi era davvero nulla di male in quello che facevamo e in più ci volevamo pure bene. Perché mai non si poteva fare?

Melinda era una bambina molto interessante. Era più grande di me (effettivamente inizio a constatare che questa è stata quasi sempre una costante della mia vita) e non saprei più dire cosa ci trovassi esattamente e cosa mi attirasse, ma la reputavo una "speciale". Sarà stato il suo modo di porsi, o il suo modo di parlare (e la sua bella voce), o quel suo modo intenso di vivere (a me dava questa impressione), oppure quel profondo orgoglio femminile arroccato nel suo carattere, fatto sta che mi piaceva molto e anche a lei piacevo molto. Era estremamente bello giocare con lei, oltre a essere stimolante: in genere fingevamo di essere i personaggi dei cartoni animati che si vedevano alla tv e davamo vita a nuove avvincenti storie parallele dei suddetti personaggi. Alla mia epoca c’ erano dei bellissimi cartoni animati da vedere alla televisione. I bambini di oggi quella qualità se la sognano, ammesso che abbiano abbastanza fantasia per farlo. Comunque alcuni di quei cartoni animati sono sopravvissuti fino ai giorni nostri. In effetti mi rendo conto che tutte quelle ore davanti al video hanno formato una buona parte dei miei valori odierni… Volete degli esempi: Lupen III, Lady Oscar, La principessa Zaffiro, Daitarn III, Baldios, ecc… "Per noi che siamo uomini e crediamo negli eroi…" "…E difendiam la terra dall’ ombra della guerra! Il nostro cuore batterà per la libertà!…".

Con Melinda ebbi i miei primi baci, anche se non avevo proprio idea del significato da attribuire loro. Ricordo che constatammo che quando noi due ci baciavamo eravamo un po’ tesi e ci chiedemmo come mai. La risposta che mi diedi fu che dato che noi ci piacevamo sul serio era normale che fossimo un po’ rigidi e sicuramente anche lei lo pensò.

Un giorno accadde il "fattaccio". Ero con altre 3 bambine, oltre lei, e ricordo che mi trovassi molto bene con tutte. Ad un certo punto Melinda, come se fosse la cosa più naturale del mondo mi chiese con voce carezzevole quale di loro trovassi più bella. E io le risposi con la massima naturalità indicando una bambina che davvero mi aveva colpito per la sua bellezza. Allora mi incalzò subito con un’altra domanda: e qual’ era la più simpatica? E io, sempre con la massima spontaneità le indicai un’ altra bambina molto divertente che aveva di continuo il sorriso sulla faccia. Non mi fece più domande. Pochi giorni dopo dovetti constatare un deciso senso di livore che aveva per me. Qualsiasi cosa facessi non le stava bene e io ero disperato perché non capivo cosa le avessi fatto e soprattutto non sapevo come uscire da questa brutta situazione. Mi sentivo come un condannato all’ ergastolo che non ha fatto nulla di male. Ci fu un momento in cui mi stavo per strozzare e mentre una persona mi offrì gentilmente un bicchiere d’ acqua lei fece notare che l’ acqua non serviva perché di certo non sarei morto… Fu la prima volta che fui odiato da una ragazza (poi ne seguirono molte altre). Che stupida che fu Melinda! Solo perché avevo detto quelle cose pensava che non fosse la mia preferita! Se invece di farmi quelle domande mi aveste chiesto semplicemente quale mi piaceva di più io le avrei risposto tranquillamente che era lei, cosa che avrebbe dovuto sapere già molto bene… Ma le ragazze sono molto insicure di loro stesse e di conseguenza anche degli altri che le stanno attorno…

Poi ci perdemmo un po’ di vista. Ebbi modo di parlarci sul serio parecchi anni dopo quando non eravamo più bambini e solo per poco. Diciamo che passammo qualche ora assieme. In una di quelle occasioni si vestì in modo molto sexy e con grosse scollature e io mi feci beccare mentre ci guardavo dentro. Però quando lei mi pizzicò sembrava che non aspettasse altro e che mi avesse teso una trappola. Mi guardò come se fossi un porco. Ci tengo a chiarire un punto con tutta la razza femminile: se non volete essere guardate basta che evitiate di mettere in mostra quello che avete! Non è difficile! Non è che poi noi siamo dei porci se guardiamo quello che gentilmente ci fate vedere! Chiaro!?!

In seguito seppi di Melinda che ebbe dei seri problemi di salute e fu ricoverata. Avrei voluto andare da lei e dirle tante cose, in primis che poteva contare su me, e poi che anche se praticamente non abbiamo più avuto dei gran discorsi, in tutto questo tempo non ho smesso di volerle bene e non l’ ho mai dimenticata. Avrei voluto ma non ho fatto assolutamente nulla anche se avrei potuto almeno provarci. Forse perché il tempo, al quale tutto soccombe, ha scavato un solco troppo profondo tra le nostre vite e ora ci ritroviamo cresciuti ed estranei (ma so che lei non è molto differente dalla bambina che era). O forse perché non è che si possa dall’ oggi al domani ridestarsi ad una persona solo per una singola volta e il mio riavvicinamento avrebbe dovuto proseguire in modo continuato nel tempo e questo non glie lo potevo garantire. Stai bene, Melinda.

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